Commercio in lieve ripresa

24/06/2004


       
       
       
       
      Numero 150, pag. 6 del 24/6/2004
      Autore: di Bruno Mastragostino
       
      Commercio in lieve ripresa
       
      I dati diffusi Istat. Le vendite salgono grazie soprattutto ai prodotti alimentari.
      Nei primi quattro mesi di quest’anno +1,1%
       
      Il commercio si rianima, ma i clienti sono ancora pochi e non spendono molto per far dimenticare la crisi. Secondo l’Istat, ad aprile l’indice del valore delle vendite al dettaglio è salito a 108,4 (base 2000=100) con un aumento dello 0,8% rispetto allo stesso mese del 2003, un valore superiore sia al risultato di febbraio (+0,1%) sia a quello di marzo (+0,2%), ma inferiore alla buona performance di gennaio (+3,6%), pertanto il valore medio dei primi quattro mesi dell’anno si fissa a +1,1%.

      Rispetto al mese precedente la variazione è stata invece pari a +0,2%.

      Le vendite, ancora una volta, salgono grazie in massima parte ai prodotti alimentari che hanno fatto registrare un incremento dell’1,6%, contro un aumento dello 0,3% dei non food. E dunque lo smercio di cibo, che nell’indagine Istat vale circa il 40% delle vendite totali, salva il commercio al dettaglio, ma è evidente che la ripresa dei consumi per il momento è piuttosto gracile. L’aumento maggiore delle vendite di prodotti alimentari, poi, salva il risultato complessivo ma non i piccoli esercenti, mentre la grande distribuzione riesce seppur di poco a coprire l’inflazione che, come noto, ad aprile si è fissata al 2,3%. Allo 0,8% di crescita complessiva, infatti, si arriva attraverso un aumento del 3,4% nella grande distribuzione e una flessione dello 0,8% nelle imprese operanti su piccole superfici.

      Nelle due forme distributive, prosegue l’Istat, si rilevano andamenti differenziati. Nella gdo vanno meglio i non food (+6,8%) rispetto agli alimentari (+2,6%), mentre nella piccola distribuzione il calo dei non alimentari (-0,6%) è meno sensibile rispetto agli alimentari (-1,9%).

      All’interno della gdo, di cui vengono forniti dati disaggregati, i punti vendita che offrono completamente o almeno in parte prodotti alimentari sono quelli che vanno meno bene: gli hard discount crescono del 4,8%, gli ipermercati del 3,4% e i supermercati del 2,4%.

      Meglio, invece, i risultati dei grandi magazzini (+17,4%) e dei negozi specializzati di grande superficie (+6,9%) che offrono soltanto prodotti non alimentari,ma che nei mesi scorsi hanno sempre fatto registrare aumenti meno sostenuti.

      Per questi ultimi prodotti l’indagine eseguita dall’Istat mostra anche le variazioni registrate dai gruppi di prodotto, i quali in massima parte fanno registrare segni positivi.

      Gli aumenti più importanti sono stati registrati nei supporti magnetici e strumenti musicali (+2,3%), nei prodotti farmaceutici (+2%) e nei mobili, articoli tessili e arredamento (+1,2%). Le cadute più rilevanti sono, invece, state rilevate nelle calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-1,5%), nei prodotti vari (-1%) e nei giochi, giocattoli, sport e campeggio (-1%). Quanto all’andamento delle vendite a livello territoriale, l’aumento maggiore è stato rilevato nel Nordovest (+1,8%). Seguono il Centro (+1,5%), il Nordest (+0,8%) e il Sud (+0,5%). Da notare, infine, che a fronte di un numero medio di giorni di apertura pari a 25,2, la grande distribuzione è rimasta aperta per 26 giorni e la piccola per 24,8.

      Le reazioni. Positivo commento del vicepresidente di Confindustria Emma Marcegaglia, secondo la quale ´finalmente abbiamo agganciato la ripresa. Ora’, ha detto a margine della terza convention di Confindustria Lazio, ´attendiamo conferme che si tratta di una ripresa solida, stabile e che continui nel tempo. Questi sono comunque segnali importanti’.

      Critica invece la Confesercenti secondo cui ´anche se in termini generali il risultato delle vendite al dettaglio in aprile appare il migliore dal gennaio scorso, per le piccole e medie imprese del commercio rappresenta invece l’ennesima conferma di un andamento in perdita’. Secondo Confesercenti ´nonostante l’incremento di vendite alimentari legato alle festività di Pasqua, infatti, i piccoli esercizi hanno chiuso il mese con una flessione, al netto dell’inflazione, pari a -4,4%, contro un incremento reale del 2,4% delle imprese di grandi dimensioni’. (riproduzione riservata)