Commercio in crisi, si recupera con i saldi

07/07/2003


domenica 6 Luglio 2003

LA STAGIONE DEI PREZZI RIDOTTI OFFRE ANCHE ORARI STRAORDINARI DI APERTURA, ECCO LE REGOLE PER NON SBAGLIARE

Commercio in crisi si recupera con i saldi

Già partiti in Lombardia, poi toccherà a Sardegna, Lazio e Piemonte

«Speriamo in una maggiore vivacità». Vigilano le associazioni

dei consumatori che offrono consulenza gratis contro le patacche

Maria Corbi

ROMA
Le «shopping victim» da domani avranno la loro medicina, un’overdose di pacchi e pacchetti da portare a casa. Il saccheggio dei negozi in saldo è un balsamo per l’ansia di molte persone, soprattutto donne, e anche per i bilanci malandati dei commercianti. Una situazione di crisi, come ha sottolineato, durante l’assemblea annuale, il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, con il reddito delle famiglie in calo dell’11 per cento e 800 mila imprese «arcistufe di dover tirare la carretta da sole». Si è partiti in Lombardia, seguirà dall’8 luglio la Sardegna, poi a macchia di leopardo le altre regioni, da Lazio e Piemonte fino alla Valle d’Aosta, che per ultima darà il via ai ribassi dell’estate, il 10 agosto.
Le prime previsioni sull’andamento delle vendite sono positive. Secondo la Camera di commercio di Milano, infatti, il 50% dei negozianti milanesi dimostra ottimismo, prevedendo per questo periodo un aumento delle vendite. Ma chi gestisce i negozi non è così sicuro che le cose andranno in questo modo e si limita ad azzardare un andamento stabile delle vendite o addirittura un calo.
Come sempre il settore principe della stagione dei ribassi sarà quello dell’abbigliamento dove i consumi superano i 30 miliardi in Italia, il 22% dei quali si realizza con i saldi sia estivi sia invernali. «La speranza è che rappresentino almeno un momento di maggiore vivacità – dice Renato Borghi, presidente di Federmoda – un recupero che sebbene non consentirà di riprendere ciò che le aziende hanno perso nei primi sei mesi in termini di ricavi, quantomeno interromperà la spirale negativa. Ci aspettiamo un’inversione di tendenza anche se un segnale di ripresa si dovrebbe avere solo nell’autunno-inverno». Quest’anno ci si è messo anche il caldo anticipato a «bruciare» la collezione primaverile, rimasta appesa sulle stampelle. Da aprile si sono comprati solo abiti estivi.
Una corsa a rifarsi il guardaroba, dunque, ma anche ai negozi di accessori e a quelli di elettronica e di elettrodomestici. E come ogni anno arrivano le regole per non farsi truffare. Perché spesso dalle vetrine scompaiono gli abiti della collezione più recente e riappaiono fondi di magazzino. A vigilare ci sono le associazioni dei consumatori che hanno compilato un decalogo e offrono consulenza gratuita. In realtà basterebbe attenersi a regole di buon senso, come quella che invita a diffidare degli sconti troppo forti ricordando il principio che nessuno ti regala mai niente. E non farsi prendere dall’ingordigia comprando cose inutili.
Anche i negozianti ricordano alcune regole, innanzi tutto quelle relative ai cambi: la possibilità di farlo dopo aver acquistato un capo è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso, ed entro due mesi dalla data della scoperta del difetto, scatta l’obbligo della riparazione o sostituzione del capo e, nel caso questo dovesse essere impossibile, la restituzione dei soldi. Nel periodo dei saldi è a discrezione di chi vende permettere la prova dei vestiti.
Per le «compulsive shopper» le tentazioni non mancheranno e soprattutto saranno amplificate dalle iniziative dei commercianti che in alcune regioni, come in provincia di Torino, hanno deciso aperture straordinarie, alla sera oppure alla domenica con feste e momenti di animazione organizzati nelle strade e nelle piazze. Insomma, «shopping sotto le stelle».