Commercio in calo

25/02/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
047, pag. 4 del 25/2/2003
di Stefano Sansonetti

Secondo i dati Unioncamere, il volume d’affari a -0,6%.
Commercio in calo

Si salva solo la grande distribuzione

È stato negativo l’andamento del settore del commercio nel 2002. Secondo quanto emerge dall’indagine trimestrale dell’Osservatorio del centro studi di Unioncamere si è infatti registrata una contrazione del volume d’affari stimata in un -0,6% rispetto all’anno precedente. Soltanto la grande distribuzione si salva totalizzando un aumento delle vendite del 2,4% mentre sono soprattutto le piccole imprese a trovarsi in difficoltà (-1,8%). I dati relativi all’ultimo trimestre del 2002 testimoniano un peggioramento delle vendite (-0,2% rispetto allo stesso periodo del 2001) che coinvolge nella misura più significativa le micro-imprese (-1,7%). Analizzando i dati dello studio per aree geografiche emergono in tutta chiarezza le difficoltà del Mezzogiorno dove il volume d’affari delle imprese in generale, nel quarto trimestre del 2002, ha subito una diminuzione pari a -0,8%. Nel Sud, nello stesso periodo, le piccole imprese hanno registrato l’andamento peggiore con un decremento delle vendite pari a -2,1%, risentendo evidentemente degli effetti della ristrutturazione di cui, proprio nel Sud, ha beneficiato la grande distribuzione che totalizza infatti gli aumenti maggiori (+4,4%). Leggermente positivi i dati che riguardano il Nordest e il Centro dove nel quarto trimestre 2002 vi è stato un aumento delle vendite pari rispettivamente a + 0,3% e a + 0,2%; in leggera controtendenza il Nordovest (-0,3%). Per quanto attiene ai settori è quello alimentare ad aver retto meglio l’impatto negativo (-0,1%) dimostrando anzi aumenti significativi quando si è in presenza delle aziende di maggiori dimensioni (+3,3% nella grande distribuzione alimentare). L’ultimo dato spiega l’andamento assai positivo di supermercati, ipermercati e grandi magazzini che hanno registrato negli ultimi tre mesi del 2002 un aumento delle vendite del 4,3% rispetto allo stesso periodo 2001. Tempi duri invece per il settore del commercio al dettaglio di prodotti non alimentari (-1,3%) e soprattutto per il settore abbigliamento e accessori (-4,2%) che si distingue in negativo per essere stato l’unico settore ad aver registrato cali in tutte le tipologie dimensionali d’impresa. Il panorama non certo incoraggiante svelato dallo studio di Unioncamere trova riscontro anche nelle previsioni che gli operatori commerciali hanno avanzato per il 2003. Dal documento risulta infatti che il 29% di essi ritiene che nel primo trimestre 2003 le vendite caleranno ancora mentre soltanto il 22% propende per un incremento. Assolutamente pessimista in tal senso la piccola distribuzione. ´Per il commercio il 2002 si è chiuso limitando i danni, ma il 2003 si apre con una forte preoccupazione’ ha dichiarato Il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli, il quale, nel valutare la situazione, ha anche richiamato l’urgenza di ´interventi che, consentendo alle imprese di recuperare margini di redditività, possano permettere loro di agganciare la ripresa prevista per la seconda metà dell’anno’.