Commercio, il sindacato torna unito

23/06/2004



      sezione: ECONOMIA ITALIANA
      data: 2004-06-23 - pag: 15
      autore: S.U.
      Commercio, il sindacato torna unito
      MILANO • Niente firma separata. Sulla trattativa del commercio si ricuce lo strappo tra Cgil, Cisl e Uil. Ieri mattina infatti in vista dell’incontro separato con Confcommercio, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Filcams Cgil, si sono incontrati riuscendo a ricomporre la frattura.

      «Dall’incontro — si legge in una nota – è emerso che i sindacati considerano di grande importanza la conclusione positiva e unitaria del contratto di lavoro per un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori». Per questo Fisascat e Uiltucs hanno deciso di «sospendere la trattativa prevista per oggi (ieri, ndr) e auspicano la ripresa unitaria del negoziato il 23 giugno, a conclusione del comitato direttivo della Filcams».
      Il negoziato cambia dunque rotta e l’incontro "chiarificatore", come lo definisce Paolo Pirani, segretario confederale Uil, getta «le basi per una conclusione unitaria» della vertenza.

      Il contratto si farà comunque: «Ci sono tutte le condizioni per concludere positivamente il rinnovo», ribadiscono in una nota Uiltucs e Fisascat. Ma, a questo punto, l’auspicio di una firma anche della Filcams, assume un significato nuovo.

      «Durante il confronto — dice Ivano Corraini, segretario generale della Filcams — c’è stato un reciproco darsi atto di un’impostazione unica per quanto riguarda il salario e per quanto riguarda il rispetto della morale e delle regole dell’accordo del ’93. C’è stata anche la constatazione della necessità di risolvere questo momento, diciamo, di difficoltà».

      Al momento, dunque, nessun chiarimento trapela su quello che appariva l’ostacolo maggiore tra le parti: vale a dire la necessità di procedere con la verifica sull’inflazione programmata a fine biennio. Se infatti i sindacati di categoria dei confederali avevano mantenuto una posizione unitaria sull’ammontare degli aumenti (130 euro per il quadriennio, 74 dei quali per il primo biennio, ai quali si devono aggiungere 14 già erogati e 10 euro di assistenza sanitaria, e infine un’una tantum di 500 euro), si erano invece divisi sulle procedure.

      Una questione, apparentemente, di forma ma non solo.
      Per la Filcams Cgil prevedere la verifica sull’inflazione significa mantenere le regole dell’accordo del’93. Per Uiltucs e Fisascat la specificità stessa di questo rinnovo rende quasi inutile il passaggio sulla verifica. Il contratto del commercio infatti sta per arrivare al rinnovo a 18 mesi dalla scadenza, e troppo a ridosso quindi della data per la presentazione delle piattaforme per il secondo biennio. In questa «anomalia» la ragione di una richiesta di aumenti «quadriennali».