Commercio, «il sindacato può fare di più»

15/02/2006
    mercoled� 15 febbraio 2006

      Pagina 6 – Capitale/Lavoro

        Commercio, �il sindacato pu� fare di pi�

          PALERMO – Aperto il congresso Filcams. Il segretario denuncia ritardi contro il nero e la precariet�

            Alfredo Pecoraro
            Palermo

              Affrontare il nodo del mercato del lavoro mettendo da parte la legge 30 con �la sua filosofia improntata alla precarizzazione�, senza scadere per� �nella contesa radicale di esponenti dell’Unione: da una parte chi propone di cancellarla tout court, dall’altra chi vorrebbe solo modificarla�, applicare la legge Bersani sul commercio �anche se va rivista per contestualizzarla rispetto alle mutate esigenze della categoria�, predisporre un piano nazionale e omogeneo per promuovere e sostenere il turismo nel paese, �dato che il governo Berlusconi ha investito solo il 10% delle risorse spese dalla Spagna�. Ivano Corraini, leader della Filcams, il sindacato del commercio e dei servizi, lancia la sua ricetta aprendo il XII congresso nazionale a Palermo, in una regione, la Sicilia, dove la grande distribuzione � alle prese con un processo di saturazione a Siracusa e Catania (il gruppo Auchan ha messo in conto 100 licenziamenti) e con il deserto nella parte occidentale, dove Cosa nostra ha tentato di infiltrarsi negli investimenti di due megacentri commerciali a Palermo e a Villabate. Con orgoglio Corraini, davanti alla platea di delegati, rivendica la crescita del sindacato, che durante il suo mandato ha registrato 50 mila nuovi iscritti.

              �Siamo ormai la quarta categoria della Cgil – dice Corraini – e in diverse realt� territoriali diventiamo la prima o la seconda categoria. E ci� anche in territori, come quelli del Meridione dove fare sindacato � molto pi� difficile di quanto lo possa essere in altri territori�. Ma il segretario, che domani sar� riconfermato, non esita a recitare �il mea culpa� di fronte al fenomeno del lavoro nero e alle migliaia di lavoratori e lavoratrici del commercio e del turismo che sono alla merc� dei padroni. �Ammetto che fino ad ora siamo stati troppo deboli con la fascia di lavoratori che sfuggono al sindacato – dice – ma dobbiamo fare di tutto per tutelare chi � in nero e chi � sfruttato. Dunque, la missione � quella �di fare una ampia campagna di informazione per spiegare a questi lavoratori che anche loro hanno dei diritti che devono essere rispettati�. �Da parte nostra – auspica Corraini – occorre una maggiore visibilit�, anche se da soli non possiamo farcela�. Ecco che il sindacato, allora, lancia un appello alle istituzioni �che devono controllare i datori di lavoro e reprimere chi non rispetta leggi e contratti, facendo capire al lavoratore che lo stato � dalla loro parte�. �Se si fa questa operazione – � sicuro Corraini – riusciremo a risalire la china, anche se sono convinto che non sar� facile cancellare di colpo il lavoro nero. Gli strumenti fino ad ora utilizzati da tutti i governi sono risultati fallimentari, compresi i contratti di riallineamento�.

              Per la Filcams la crescita della precariet�, la frantumazione delle tipologie e degli orari, il consolidamento delle differenze tra i lavoratori nello stesso luogo di lavoro �sono frutto delle scelte organizzative delle imprese�, anche se Corraini, a testa bassa, ancora una volta ammette le colpe del sindacato, �perch� abbiamo abdicato al nostro compito di contrattazione, o una volta sconfitti abbiamo alzato le mani�. Il new deal passa allora dal ridare �slancio alla contrattazione dell’organizzazione del lavoro� e all’apertura di un confronto �sulle aperture domenicali che non piaccioni ai lavoratori�. Lavorare fino alle 22 o alle 23 in un ipermercato di periferia � gravoso ma – dice Corraini – lo diventa di pi� se non ci sono servizi di trasporto adeguati�.

              Nella sua relazione, il leader sindacale ha toccato anche il tema, caldo, della contrattazione, che deve essere impostata �su due livelli, in cui la preminenza � del contratto nazionale che deve continuare ad avere autorit� salariale e normativa�. �La questione salariale -sottolinea – non pu� che essere affrontata superando il concetto di inflazione programmata per l’inflazione reale o attesa, come del resto abbiamo gi� cominciato a praticare e che quote economiche derivanti dall’andamento del settore non possono che essere destinate nelle priorit� individuate settore per settore e non c’� ragione per escludere a priori la priorit� economica�.

              Nella categora, comunque, cresce la voglia di democrazia e di partecipazione attiva nella contrattazione, come dimostrano i risultati ottenuti dalla mozione di Gianni Rinaldini alle tesi 8 e 9. Se il documento generale confederale ha raccolto il 99,34% dei consensi, per quanto riguarda le tesi, la numero 8 ha visto il 93,87% dei consensi a Epifani e il 4,91% a Rinaldini; mentre la numero 9 ha dato l’83,08% ad Epifani, l’11,73% a Patta, il 4,49% a Rinaldini. Anche se la percentuale della sinistra in seno alla categoria si � mantenuta sul dato storico del 14-15%, � altres� vero che la tesi sulla democrazia del leader Fiom ha scardinato un sistema di tradizioni che, sostengono alcuni dirigenti della Flcams, dar� linfa vitale al sindacato.