Commercio, i lavoratori minacciano un nuovo sciopero

24/05/2001



 
   


24 Maggio 2001

Commercio, i lavoratori minacciano un nuovo sciopero
L’agitazione a giugno, se le trattative non avanzano. Corraini (Cgil): Confcommercio vuole scavalcare l’accordo del luglio ’93
ANTONIO SCIOTTO – ROMA

Dopo la giornata di sciopero nazionale del 13 aprile scorso, gli oltre 1 milione e 300 mila lavoratori del commercio potrebbero scendere di nuovo in piazza, nel prossimo mese di giugno, se le trattative con la Confcommercio per il rinnovo del biennio economico non dovessero giungere a un accordo. L’annuncio è arrivato ieri dalle segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che stanno organizzando le assemblee per informare i lavoratori sullo stato delle trattative.
"Prepariamo i lavoratori a una eventuale nuova agitazione", spiega Ivano Corraini, segretario generale della Filcams Cgil. "Le trattative non sono interrotte – continua – ma stiamo valutando le proposte di Confcommercio, perché alcune presentano degli elementi di novità non comprensibili chiaramente, come l’estensione della validità del contratto al 2003, anno che fa parte del prossimo biennio economico, e non di quello per il quale ci siamo seduti al tavolo delle trattative. Non ci soddisfano affatto, poi, gli aumenti proposti".
Quello che teme il segretario della Filcams Cgil, "in un momento politico delicato come quello attuale, e con 7 milioni di dipendenti in attesa del rinnovo, è che dietro la proposta di Confcommercio di estendere il contratto fino a inglobare parte del biennio successivo, ci possa essere il tentativo di rimandare ulteriormente anche il rinnovo degli integrativi del periodo e che si voglia cambiare in corsa l’accordo del luglio del ’93".
La faccenda, quindi, è delicata anche politicamente. Sul fronte delle retribuzioni, i sindacati chiedono 115 mila lire per il biennio 2001-2002, che inglobino anche il differenziale tra inflazione programmata e reale dello scorso biennio. Confcommercio offre 120.000 lire per il biennio 2001-2003, ma a regime. Una cifra quindi, da leggere con attenzione, perché soltanto apparentemente più alta. Solo dal gennaio del 2002, i lavoratori vedrebbero in busta paga un aumento, di 55 mila lire. Dal luglio 2002 sarebbero aggiunte altre 35 mila lire, integrate da altre 30 mila nel 2003. Il 2001 sarebbe "recuperato" con una una-tantum di 500.000 lire. Così, gli aumenti sarebbero in realtà nettamente inferiori a quelli richiesti dai sindacati.
In attesa del rinnovo, sono anche i 50 mila dipendenti della distribuzione cooperativa. Luigi Coppini, della Filcams Cgil, dice che "le associazioni cooperative hanno fatto un’offerta diversa rispetto a Confcommercio: a fronte delle 115 mila richieste, loro hanno offerto 78 mila lire da subito, disposti anche a un rialzo. La trattativa si è fermata prima di quella del commercio-terziario, e abbiamo notato una certa subalternità rispetto a Confcommercio. Avevamo deciso uno sciopero per il secondo sabato di giugno, ma a questo punto aspettiamo di concordarne uno unitario con tutti gli altri lavoratori del commercio".