Commercio: i diritti dei promoter

28/06/2010

Quando facciamo la spesa al supermercato li superiamo con indifferenza. Oltre a proporre pannolini e formaggi, vini o detersivi, tra le loro mansioni c’è anche l’allestimento degli scaffali, con i prodotti di un fornitore di cui però non sono dipendenti. Così come non figurano nel libro paga del centro commerciale. È la nuova figura dei promoter, che, soprattutto nel fine settimana, lavorano nelle corsie degli ipermercati. Il problema è che i loro diritti spesso si perdono nelle pieghe di appalti e subappalti. Retribuzioni irrisorie, 5 euro l’ora se va bene, e turni che possono arrivare sino a 13 ore consecutive, sono all’ordine del giorno. I sindacati del commercio di Modena si dedicano da tempo con una certa attenzione al fenomeno e hanno elaborato per questi lavorato supermercato possiamo trovare fino a 30-40 ragazzi in questa condizione, senza considerare quelli che non vediamo, perché fanno gli allestimenti nei turni di notte”. Per questo a Modena i sindacati dei lari precari un nutrito pacchetto di proposte. “Purtroppo – osserva Marzio Govoni, segretario Filcams provinciale – non esistono dati precisi, c’è solo quello che possiamo constatare di persona: nei fine settimana in un grande voratori atipici e del commercio stanno collaborando attivamente e hanno
già chiesto alle grandi catene di aprire un tavolo di confronto. Molti i temi sul piatto: garanzia di lavoro regolare, retribuzioni eque e corrisposte in tempi decenti, più sicurezza sul lavoro, formazione, la fine delle discriminazioni rispetto agli addetti diretti. “Chiediamo che le aziende della grande distribuzione si facciano garanti dei crediti che questi lavoratori vantano verso le agenzie che li ingaggiano, attraverso il versamento di una fidejussione delle agenzie a favore dei promoter in caso d’insolvenza. Una scelta di questo tipo renderebbe il mercato meno inquinato da soggetti che fanno lavorare centinaia di persone senza pagarle, per poi chiudere e riaprire il giorno dopo con un altro nome, riprendendo poi la stessa attività con il medesimo cliente”.