Commercio: Grandi negozi a pieni giri

06/02/2001

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Martedì 6 Febbraio 2001
italia – economia
—pag—12

Le vendite di iper e supermercati a quota 79mila mld secondo la stima Information resources
Grandi negozi a pieni giri
Rilevata una crescita degli
affari pari al 7,7% sul ’99.
Boom degli elettrodomestici
(+20%)

MILANO Il 2000 è stato un anno ampiamente positivo per la grande distribuzione, con particolare riguardo per le
formule commerciali più evolute. Il business complessivo di supermercati e ipermercati (stime Information resources) ha sfiorato gli 80mila miliardi di lire, con un incremento del 7,7% rispetto ai livelli del ’99 a riprova che sono sempre le superfici commerciali medio-grandi a tirare la volata alla crescita dell’intero settore della distribuzione moderna.

Secondo le stime di Information resources il macrosettore dei prodotti di largo consumo confezionato (grocery) hanno fatto segnare una crescita tendenziale del
business pari al 7 per cento. I prodotti grocery
rappresentano, in termini di valore, il 58,1% del totale
con 46mila e 300 miliardi di lire.

Più spedita la crescita dell vendite dei prodotti che fanno parte del macrosettore del cosiddetto general merchandising, che sviluppa un volume di vendite pari a poco più di 9.800 miliardi e ha archiviato lo scorso anno con una crescita media delle vendite pari al 13,3 per cento. Il general merchandising rappresenta dunque il 12,3% del fatturato globale di supermercati e ipermercati.

L’indagine rileva che all’interno del general merchandising
l’incremento più elevato è stato generato dalle vendite di
elettrodomestici e prodotti cinematografici e fotografici,
con un fatturato di oltre 3mila miliardi di lire (+19,9%).
Seguono a ruota il comparto dei prodotti bazar (articoli
vari per la casa) con un giro di vendite pari a oltre 4.300
miliardi di lire (+11,6%).

Il comparto dei prodotti del settore tessile/abbigliamento/calzature ha fatto rilevare vendite per oltre 2.400 miliardi (+8,4%).

Sostanzialmente in linea con l’andamento dei prodotti grocery troviamo il settore dei beni a peso variabile (tra cui pesce, carni e ortofrutta). Information resources ha stimato un volume di vendite di oltre 23.500 miliardi, con una crescita del 6,9% rispetto al 1999. Il comparto dei prodotti a peso variabile rappresenta oggi il 29,5% delle vendite complessive degli ipermercati e dei supermercati.

Nel settore dei prodotti grocery le vendite più elevate sono state registrate dal comparto della drogheria alimentare con oltre 17.500 miliardi di lire; rispetto al ’99 l’incremento delle vendite in valore è stato pari al 4,6 per cento.

Le bevande hanno messo in evidenza un giro d’affari di oltre 7.300 miliardi (+8,9%). Terzo per valore delle vendite il comparto del fresco con oltre 6.900 miliardi (8.400 miliardi). Nel campo della cura della persona supermercati e ipermercati hanno registrato vendite di prodotti per 5.800 miliardi (+8,5%). Il comparto cura della casa ha sviluppato vendite per 4.800 miliardi (+7,9%). Il settore del freddo ha sfiorato i 3mila miliardi (+8,6%). Infine i prodotti per gli animali si sono attestati a quota 860 miliardi circa (+7,6%).

Le rilevazioni di Information resources indicano poi che,
nonostante la fase di stallo della riforma del commercio e
delle autorizzazioni delle amministrazioni locali, nel
corso del 2000 sono stati aperti 11 nuovi ipermercati in
Italia (il numero complessivo secondo l’indagine è passato
da 219 a 230).

Nello stesso periodo sono stati stimati 75 nuovi supermercati: la rete è passata da 6.834 a
6.909. I piccoli supermarket di quartiere (denominati
superette) sono saliti da 5.952 a quota 6.132 con una
aumento di 180 unità. In espansione anche la rete dei
negozi classificati come hard discount: nel 2000 sono stati censiti 2.151 punti vendita a fronte dei 2.106 del ’99. In flessione invece i piccoli negozi a libero servizio da
15.718 a 15.501 mentre i negozi tradizionali rilevati da
Information resources sono calati, tra ’99 e 2000, da
75.282 a 74.318.

Infine, Information resources ha stimato che agli ipermercati fa capo oggi il 14% del mercato dei prodotti grocery (13,5% nel ’99). I supermercati hanno una quota del 43,2% (43,1%) e le superette si attestato a quota 12,7% (12,6%). Stabili gli hard discount sul 6,5 per cento.

In calo i piccoli negozi a libero servizio (dal 10,6% al 10,3%) e il dettaglio tradizionale ((dal 13,6% al 13,2%).

—firma—Vincenzo Chierchia