Commercio, gli autoconvocati: semaforo rosso per Cisl e Uil

22/06/2004

 


domenica 20 Giugno 2004
Milano, i delegati chiedono la sospensione delle trattative
Commercio, gli autoconvocati: semaforo rosso per Cisl e Uil
Milanonostro servizioGli autoconvocati del commercio mettono i freni alla corsa al contratto nazionale di Cisl e Uil, "sospensione" e ripartenza dalla consultazione della base. Parlano per scongiurare un accordo separato, ma guardano soprattutto dentro la Filcams-Cgil sperando di non essere "barattati" al tavolo di mercoledì a Roma e chiedendo garanzie sui contenuti della piattaforma.

Sono arrivati in oltre 400 da tante parti d’Italia, ieri mattina in Camera del lavoro. Al posto dello sciopero generale rinviato in extremis, assemblea autoconvocata (ufficialmente un attivo delle Rsu nazionali della Cgt, un’azienda del settore). Avevano fatto le assemblee, alcuni prenotato i pullman e mobilitato i più restii da tempo. Ora sono arrabbiati. "La gente da noi era davvero delusa, voleva ridarci la tessera, adesso siamo qua con le quattro frecce accese in corsia emergenza, vediamo cosa succede", dice un delegato dell’Ikea.

Le più furiose, le lavoratrici della Coin: "Il trio lescano di Roma già ci ha firmato un contratto aziendale che ci fa tornare indietro. Ora siamo qui a fare i conti, vogliamo sapere se la nostra piattaforma sono 107 euro nel biennio o 115 nel quadriennio, perché l’elemosina la chiediamo in strada". Una lunga serie di interventi di delegati aziendali precisi e circostanziati.

Antonio Amoruso, delegato della Postal Market: "L’intervento della Cgil peserà come un macigno e costringerà Cisl e Uil a rivedere le posizioni, non è possibile che si ripeta una situazione come quella dei metalmeccanici. D’altra parte c’è il rischio di una nuova concertazione senza discuterne con la base, sia sulla questione salariale come sui nuovi assetti contrattuali". Mentre i lavoratori sono ancora in attesa di cospicui recuperi salariali rispetto all’inflazione, che non si vedono all’orizzonte.

In sala un bel pezzo di Filcams. I segretari della Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, membri del direttivo nazionale, e poi tutta "Lavoro e Società", compresa la Nerina Benuzzi segretaria della Camera del Lavoro di Milano: "Un punto di partenza, spero molto nella capacità dei delegati di mantenere viva e propositiva la loro lotta. Questa è la vera unità sindacale, quella dei lavoratori nei contenuti e può nascere solo dal basso".

In conclusione è stato approvato un documento dell’esecutivo delle Rsu della Cgt con la richiesta di sospendere la trattativa per 45 giorni e riprendere il confronto con la base sui territori in maniera unitaria. Quest’ultimo punto sarebbe previsto anche dal regolamento sottoscritto dai 500 delegati della piattaforma nazionale. Se manca un’organizzazione rappresentativa nulla da fare. Scongiurata la firma separata? Lunedì con buona probabilità Cisl e Uil si troveranno all’incontro di carattere "politico" con Confcommercio senza potere trattare nulla. Poi si vedrà.

L’impressione generale è che sulle richieste dei lavoratori possano pesare due fatti maggiori. La storica unità della categoria, che ha portato già a diversi mal di pancia in questi mesi di confronto, e la nuova stagione di unità sindacale nazionale. Gli autoconvocati di ieri non vorrebbero pagarla per primi questa stagione. "Possibile che lavoriamo per un pezzo importante dell’economia italiana, in ottima e crescente redditività, e il nostro peso sindacale diminuisce? " chiede un delegato. La domanda poteva essere girata ieri pomeriggio, sempre a Milano, a Epifani, Pezzotta e Angeletti, e a Billé, insieme a un’iniziativa promossa dai Ds contro la riforma costituzionale plebiscitaria di Berlusconi & soci. Nuova concertazione o lotta?

Claudio Jampaglia