Commercio, Fnac divorzia da Coin

26/11/2002



            26 novembre 2002
            Commercio, Fnac divorzia da Coin

            Il gruppo francese considera esaurita l’alleanza

            CLAUDIO PASQUALETTO


            DAL NOSTRO INVIATO VERONA – Fnac, gruppo francese specializzato nella distribuzione di prodotti culturali e tecnologici, sbarca a Verona, quarta tappa di un percorso italiano disegnato in joint venture con Coin, ma già pensa ad un futuro italiano svincolato dall’accordo con la società veneziana. Jean Paul Giraud, presidente del gruppo francese che fa capo a Pinault-Printemps-Redoute, ha inaugurato ieri nella città scaligera uno spazio di 2000 metri quadrati in pieno centro storico, dove lavorano 63 dipendenti, 10 dei quali ex Standa, che segue i negozi già aperti a Milano, Torino e Genova. Il prossimo appuntamento per Fnac in Italia è fissato per l’aprile prossimo per una nuova inaugurazione, a Napoli, a chiusura, sostanzialmente, della joint con Coin, che ha già diluito la sua partecipazione dall’iniziale 50% all’attuale 19. Giraud ha detto a chiare lettere che l’accordo con Coin può considerarsi esaurito. «Cercavamo un partner che ci aiutasse ad avere location adeguate nei centri storici e Coin in quel momento aveva da offrirci interessanti opportunità derivanti dalla acquisizione di Standa – ha spiegato – oggi riteniamo di avere una adeguata conoscenza del mercato italiano e siamo pronti a muoverci da soli. Bisogna trovare le soluzioni più adatte alla nostra tipologia e sappiamo che non è facile. Noi, comunque, guardiamo in particolare a tre città come prossime sedi di Fnac: Firenze, Bologna e Roma». In due anni di presenza in Italia il gruppo francese è arrivato ai 48 milioni di euro di fatturato stimati per il 2002, ma la previsione per il 2003 è di sforare la soglia degli 85 milioni di euro. «In Italia la nostra formula funziona bene ed abbiamo un break even fra i 3 ed i 5 anni – dice Giraud – qui c’è un’attenzione minore per i libri rispetto alla Francia, quasi uguale per i dischi e la musica ma andiamo particolarmente bene con le tecnologie ed in particolare con tutto quanto ruota attorno al mondo della telefonia. Di fronte alla polverizzazione che caratterizza il commercio in Italia le imprese francesi, che hanno 40 anni di esperienza nella grande distribuzione, riescono a mettere a segno buoni risultati e noi non facciamo certo eccezione, visto che i nostri competitors fanno proposte decisamente più limitate in termini di spazi e di prodotto». Anche Fnac, comunque, ammette qualche punto di debolezza. «Non siamo presenti in Germania – ricorda il presidente – abbiamo fatto un’esperienza nel 1995 ma abbiamo chiuso quasi subito. Oggi siamo pronti a riprovarci».