Commercio diviso sulle aperture

14/12/2010

Tenere chiuso la domenica? Le grandi catene contrarie: perdiamo soldi
PISA. Fa discutere la proposta del presidente di Unicoop Turiddo Campaini di tenere sempre chiusi i centri commerciali di domenica: a essere contrarie sono proprio le società del settore, mentre le associazioni di categoria dicono no alla liberalizzazione delle aperture per non penalizzare le piccole imprese. Carrefour. «La nostra società – dichiara il direttore dell’ipermercato di Pisa Luigi Marotta – ritiene che le aperture durante le giornate festive rappresentino una occasione per venire incontro alle mutate esigenze dei consumatori in relazione alla possibilità di effettuare gli acquisti in momenti liberi da impegni di lavoro. Consideriamo inoltre che in un momento di così forte stagnazione dei consumi l’opportunità di poter sfruttare a pieno le potenzialità che offre la distribuzione contribuisca a salvaguardare gli attuali livelli occupazionali. È da non sottovalutare, infine, che nell’ambito di territori omogenei ci sia oggi una forte differenziazione tra comuni sul numero di deroghe concesse in occasione di giorni festivi con motivazioni legate ad aspetti di attrattività turistica. È indubbio che il comune di San Giuliano Terme e la città di Pisa offrono, in questo senso, un forte richiamo a vocazione turistica per la presenza di siti ampiamente visitati dall’Italia e dall’estero durante tutto l’anno». Coin. «Per la nostra società – afferma il direttore vendite di Coin spa Carmine Di Virgilio – la domenica rappresenta il secondo giorno della settimana per guadagno. Inoltre abbiamo la soddisfazione di dare un servizio alla città e alle famiglie che hanno bisogno di fare i loro acquisti in un giorno festivo. Dover tenere chiuso sarebbe per noi un danno gravissimo, non solo economico, ma anche a livello occupazionale. L’apertura domenicale dei nostri department store in città turistiche come Pisa e Firenze attrae non soltanto i turisti, ma anche i flussi economici provenienti dal territorio circostante. Pertanto a Pisa dovrebbero aumentare gli esercizi commerciali aperti di domenica in corso Italia».
Media World. «Le aperture dei nostri negozi – spiega il direttore delle relazioni esterne di Mediamarket spa Marco Orlandi – dipendono anche dall’organizzazione del centro commerciale in cui sono inseriti, a seconda del tipo e da quello che è previsto dalla legge. A Pisa il negozio si trova in un immobile privato e quindi si attiene soltanto a quanto stabilito dalla Camera di Commercio. In genere è chiuso di domenica, a eccezione del periodo natalizio e delle altre quattro domeniche a disposizione del singolo centro durante l’anno, come stabilito per tutti. Ma non è prevista l’apertura straordinaria per le festività nazionali, come il 26 dicembre, per garantire le festività ai colleghi». Confcommercio. «Sulle aperture domenicali la nostra posizione è chiara – dichiara il vice direttore di Confcommercio Elisabetta Ficeli – Siamo contrari a una liberalizzazione totale. Il motivo è semplice: a essere penalizzate sarebbero soprattutto le piccole imprese e le attività commerciali a carattere familiare, che si troverebbero costrette a non poter usufruire dei giorni di riposo settimanale. A Pisa e provincia, gli equilibri ormai raggiunti con i tavoli di concertazione hanno dimostrato la fondatezza dell’attuale calendario delle aperture domenicali». Confesercenti. «La deroga alla chiusura domenicale e festiva – spiega il direttore di Confesercenti Marco Sbrana – ha evidenziato posizioni molto diverse tra le varie componenti sociali interessate. L’attuale normativa ha consentito di approfondire il problema facendo emergere le contraddizioni anche nei rappresentanti della grande distribuzione organizzata. La nostra posizione è sempre stata quella di trovare un punto di incontro che non penalizzi nessuno. Siamo disposti a ritoccare l’accordo solo nel caso si pervenga all’individuazione di deroghe differenziate tra le varie tipologie di attività: esercizi di vicinato, grande e media distribuzione»