“Commercio” Dessì: la riforma è anche culturale

24/01/2006
    martedì 24 gennaio 2006

    Pagina 4 – Focus

      Pagina a cura di
      Antonio Ranalli

        Dessì: ma la riforma è anche culturale

        Il trasferimento delle politiche del commercio a livello regionale necessita di un passaggio culturale che deve vedere partecipi tutti, enti locali, imprese e consumatori. ´La rivoluzione culturale auspicata dalla riforma’, commenta il presidente dell’Ancd, l’associazione delle cooperative fra dettaglianti a insegna Conad, Roberto Dessì, ´si realizzerà se tutte le parti interessate al processo distributivo avranno la capacità di interpretare l’evoluzione del commercio, guardando ai cambiamenti che riguardano i consumatori da un lato e all’evoluzione del mercato e dell’economia dall’altro, e modellando di conseguenza la relativa competenza e concertando la sostanza degli interventi adottati. Al contrario, si rischia di togliere al commercio una delle caratteristiche più importanti che possiede: quella di dare un contributo eccezionale al trasferimento dei beni, al collegamento tra consumo e produzione, in ragione di teoriche simulazioni di mercato che, ferma restando la necessità di una programmazione in chiave strettamente urbanistica, non tengono in considerazione né il significato più profondo del federalismo, né le necessità del sistema economico, né gli interessi dei consumatori’. Alcune regioni, aggiunge Dessì, ´stanno operando sufficientemente bene, stanno modernizzando e semplificando, altre invece stanno facendo oggettivamente dei passi indietro rispetto alla stessa riforma Bersani’. (riproduzione riservata)