Commercio: corteo Filcams contro l’accordo separato. Epifani:”Subito misure sui salari”

17/11/2008

Il MANIFESTO 16 novembre 2008

Commercio – Corteo Filcams contro l’accordo separato. Epifani:”Subito misure sui salari”

“SIAMO TANTISSIMI”

Un corteo così i lavoratori del commercio se lo ricorderanno a lungo: decisamente il più grosso della loro storia, non paragonabile neanche alle manifestazioni unitarie. E in piazza c’era solo la Cgil: un fiume compatto di decine di migliaia di bandiere Filcams, dalla Bocca della Verità a Piazza Navona, tantissimi i giovani e le donne, dato che questo settore rappresenta il simbolo della precarietà. Rapporti frammentati e part-time, interinali, contrattisti a progetto, la massima flessibilità degli orari: e ora ci si mette anche la domenica, che Confcommercio vuole obbligatoria, con l’avallo dell’accordo separato di Cisl e Uil. Sul furgoncino d’apertura una ragazza canta il karaoke, e il settimo giorno è quello più gettonato: la classica “Domenica è sempre Domenica”, la più romantica “Domenica Bestiale” di Concato. Fino alla versione Filcams di Rita Pavone:”Perché perché, la domenica mi lasci sempre sola, per andare a lavorare obbligatorio”.
Lavoratori delle grandi catene commerciali, quelle dove la domenica è diventata un must: Ikea, Carrefour, Gs, Auchan, Castorama, ma anche Mc Donald’s e i marchi della moda, da Zara a Gucci, fino a Lidl, i supermercati Pam ed Esselunga. Senza dimenticare la Feltrinelli, a cui i manifestanti hanno mandato un saluto passando davanti al grande store multipiano di Largo Argentina. Ma ci sono anche i tantissimi lavoratori degli appalti, delle pulizie o delle mense legate a tanti ministeri che la finanziaria ha tagliato pesantemente: sono almeno 20mila quelli che a breve perderanno il posto.
Dal palco Norman Diliete, giovane delegato Filcams della Gucci di Varese, spiega perché i lavoratori sono scesi in piazza:”La domenica è un giorno di riposo, ma Cisl e Uil hanno firmato accettando che fosse obbligatoria. Noi avevamo chiesto una pausa per consultare i lavoratori, perché devi sentire quelli che poi le condizioni le vivono in prima persona. Ma poi, mi chiedo, è davvero possibile che l’unica occasione rimasta per socializzare la domenica sia il centro commerciale? Deve restare aperto a tutti i costi, anche privandoci di poter vedere le nostre famiglie almeno di domenica?”.
Francesca Battistini, dell’Esselunga di Firenze, tocca l’altro nodo che ha portato la Cgil a non firmare l’accordo separato, lo scorso 18 luglio:”Vogliono apprendisti di serie A e apprendisti di serie B: i nuovi assunti dovrebbero essere pagati meno, con meno riposi e più lavoro. E poi, con le domeniche comandate, si può arrivare a lavorare fino a 12 giorni di seguito: ma chi lo dice ai nostri figli che non possiamo vederli più?”.
In piazza ci sono delegazioni dei metalmeccanici, del pubblico impiego, dei chimici, dei pensionati, c’è tutta la segreteria confederale Cgil. Confederazione e categoria, dopo gli ultimi mesi di divisioni interne sul modello contrattuale e i rapporti con il governo, in questa fase appaiono compatti. Si va verso lo sciopero generale del 12 dicembre, e la Cgil sta puntando tutto, vuole rovesciare i rapporti di forza.
Tanto che Guglielmo Epifani dice alla piazza :”Non siamo noi nell’angolo, non può esserlo un’organizzazione con quasi 6 milioni di iscritti: è il governo, il presidente del consiglio che vuole dividere. Ma così non fa che dividere sé steso dalla parte sana del Paese: i lavoratori, i giovani, i pensionati, chi manda avanti l’Italia con la sua fatica”. Prima di lui, il segretario Filcams Franco Martini, aveva spiegato che “la Cgil ha rigettato quel contratto non per motivazioni politiche, come viene scritto su molti giornali, ma per il suo contenuto: perché vogliamo contrattare le domeniche, e perche non accettiamo discriminazione dei nuovi assunti. Ma evidentemente era difficile spiegare ai propri iscritti le cose negative che sono state siglate”.
A Cisl e Uil, Epifani chiede:”Non è che avete firmato apposta quel contratto separato? Per poi arrivare a dire che è la Cgil che si isola?”. “Neanche sapevamo che stavano siglando quel contratto: ce l’hanno fatto sapere a cose, e lo hanno chiuso in un cassetto. Le cose poco trasparenti, come la cena a casa di Berlusconi, non ci piacciono”. Poi il leader Cgil ha citato Sarkozy:” Persino il governo francese, che è di centrodestra, riconosce che la domenica debba essere volontaria”. Al governo, Epifani ha ricordato le 6 proposte presentate dal sindacato, rinnovando la richiesta di un tavolo contro la crisi: per detassare le tredicesime ed estendere la quattordicesima ai pensionati, utilizzando non solo il miliardo si euro stanziato per gli straordinari, ma anche i 15 miliardi di Irpef pagati in più quest’anno da dipendenti e pensionati.
In piazza c’erano anche politici: Paolo Ferrero (Prc) ha spiegato che “il corteo dimostra come l’opposizione a questo governo sia extraparlamentare: in Parlamento se ne fa poca ed è inefficace”. Cesare Damiano (Pd) chiede all’esecutivo di “non dividere, riprendendo lo spirito di concertazione del Patto del 1993”.

Antonio Sciotto – Roma