Commercio: Coop anticipa 50 euro

20/12/2007
    giovedì 20 dicembre 2007

      Pagina 13- Economia & Lavoro

      Commercio, Coop anticipa 50 euro

        Due giorni di proteste del settore
        Domani e sabato shopping a rischio

          di Luigina Venturelli

          SHOPPING La Coop anticipa 50 euro d’aumento ai propri dipendenti e rompe il fronte delle imprese di distribuzione. Grazie a questa accelerazione unilaterale della trattativa, i supermercati del gruppo cooperativo non risentiranno dello sciopero del commercio previsto per questo fine settimana: i 54mila dipendenti hanno già ricevuto un aumento retributivo ed annullato di conseguenza l’astensione dal lavoro.

          È il risultato raggiunto nella trattativa aziendale in corso con le organizzazioni sindacali: l’incremento in busta paga sarà di 50 euro mensili a decorrere dal primo gennaio 2008 e, secondo la Coop, l’anticipo «segnala ancora una volta la diversità di impostazione fra le imprese cooperative e il resto della grande distribuzione privata».

          Per il resto del comparto, invece, il dialogo resta in salita e mette a rischio la rincorsa agli ultimi regali di Natale. Lo sciopero del 21 e 22 dicembre è stato, infatti, confermato: i lavoratori del settore incroceranno le braccia per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto ormai da un anno.

          Secondo i sindacati di categoria, l’agitazione coinvolgerà circa due milioni e mezzo di lavoratori e centinaia di migliaia di imprese in tutta Italia, «una platea molto vasta, visto che il contratto del commercio trova applicazione per oltre il 20% dei dipendenti del settore privato». Ma le associazioni dei datori di lavoro spengono l’allarme: per Federdistribuzione «i clienti non subiranno alcun disagio, vista la bassa partecipazione attesa nella grande distribuzione» ed anche per Confcommercio «tutti i punti vendita rimarranno aperti».

          Secondo il segretario generale della Uiltucs, Brunetto Boco, «lo sciopero intende respingere l’attacco mosso dalla Confcommercio ai diritti ed alle norme contrattuali vigenti. La trattativa è stata rotta dalla Confcommercio con modalità senza precedenti e si è proseguito nella provocazione con gli insulti pubblicati a mezzo stampa».

          Di diverso avviso la Confcommercio, che giudica inopportuno lo stop: «La disponibilità delle organizzazioni sindacali per la riapertura delle trattative e quella di Confcommercio ad accettare le richieste di aumenti salariali avrebbero dovuto assicurare la prosecuzione del dialogo evitando lo sciopero previsto per il 21 e 22 dicembre». Secondo il presidente Carlo Sangalli, «l’obiettivo rimane quello di rendere più pesante la busta paga dei dipendenti, ma al contempo riconoscere le richieste della parte datoriale, in particolare sulla produttività e sulla flessibilità».