Commercio, c’è la piattaforma

31/01/2003


31 gennaio 2003

Sarà discussa dalle assemblee

Commercio, c’è la piattaforma
Via libera alla piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto del commercio, scaduto a fine 2002 e che riguarda circa un milione e 600mila addetti. Dopo una lunga trattativa, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs sono riuscite dove Fim, Fiom e Uilm hanno fallito: elaborare una proposta unitaria che tenga nel dovuto conto la volontà dei lavoratori. I tre sindacati del commercio sono riusciti infatti a concordare un percorso, con regole precise, per consentire alle assemblee aziendali non solo di esprimere, tramite il voto, il proprio consenso o dissenso rispetto all’ipotesi di piattaforma presentata ma anche di discuterla e emendarla. Un metodo democratico analogo a quello proposto dalla Fiom per il contratto dei metalmeccanici ma rifiutato da Fim e Uilm. Le assemblee dei lavoratori del commercio si terranno tra febbraio e marzo. Ad aprile dovrebbe esserci il varo definitivo della piattaforma.
Le principali richieste messe a punto dalle organizzazioni sindacali di categoria sono: sul piano della retribuzione, un aumento salariale mensile a regime di 100
euro per il quarto livello; un supplemento del 30% per il lavoro domenicale
(oltre al riposo compensativo già previsto dal contratto). In pratica i sindacati ai
fini della definizione della piattaforma hanno deciso di non tenere conto dell’inflazione programmata fissata dal Governo (1,4% per il 2003, 1,3% per il 2004), perché questa «non è stata oggetto di valutazione congiunta tra le parti,
ma di decisione unilaterale». C’è poi il capitolo normativo, che riguarda i diritti
e la flessibilità. I sindacati chiedono la definizione di criteri per distinguere il lavoro autonomo e un compenso minimo corrispondente al lavoro subordinato per i collaboratori coordinati e continuativi (si vuole evitare che siano retribuiti come co. co. co figure di lavoro subordinato come quello della commessa). L’altra richiesta è quella di eliminare il periodo di prova per i contratti stagionali o a termine e di stabilire un criterio di priorità per i precari in caso di assunzioni a tempo indeterminato. Si chiede infine di portare dallo 0,55% all’1% la quota a carico delle imprese per la previdenza e di istituire un fondo di assistenza sanitaria integrativa.