Commercio, blocco a Pasqua

23/03/2001

Il Sole 24 ORE.com
Italia-Lavoro Pag. 18
    Interrotto il negoziato contrattuale
    Firmato l’accordo per i marittimi

    Commercio, blocco a Pasqua
    ROMA. Percorso a ostacoli per il rinnovo del contratto (parte economica) per il settore commercio. Le organizzazioni sindacali (Filcalms, Fisascat e Uiltucs) hanno indetto una giornata di sciopero nazionale per il 13 aprile, praticamente alla vigilia di Pasqua.
    L’agitazione è stata dichiarata a causa della rottura delle trattative a circa tre mesi dall’avvio del negoziato. Alla richiesta di 115mila lire avanzata dai rappresentanti dei lavoratori la Confcommerio – secondo quanto precisa una nota congiunta delle segreterie confederali – ha replicato con una offerta di 70mila lire relativa al quanrto livello a regome.
    La proposta di Confcommercio è stata aspramente criticata dalle rappresentanze sindacali che hanno prontamente dichiarato sciopero.
    Secondo la nota congiunta di Filcams, Fisascat e uiltucs, la proposta avanzata da Confcommercio è lontana da una realistica valutazione della situazione del settore tenendo conto dell’andamento positivo delle vendite nella distribuzione moderna mentre la richiesta avamzata dal sindacato viene giudicata ragionevole e rigorosa rispetto al procoloo del 1993.
    «La proposta di Confcollercio – sottolinea Ivano Corraini, segretario della Filcamz-Cgil – a fronte di intese di massima sul recupero dell’inflazione pregressa e di attese condivise sulle prospettive della dinamica dei prezzi, segna una inaspettata marcia indietro che nei fatti rimette in discussione tutta la base di calcolo correlata alla piattaforma». Le organizzazioni sindacali, nella nota congiunta, hanno poi criticato gli sviluppi del confronto contrattuale in rapporto a recenti dichiarazioni del presidente di Confcommercio, Sergio Billè. In pratica i sindacati hanno messo in evidenza il fatto che ai toni concilianti recentemente usati da Billè sul tema del confronto tra le parti si è contrapposta una posizione nell’ambito della vertenza contrattuale giudicata contradditoria.
    Inoltre, sempre sul fronte di rinnnoci, ieri è stata chiusa la parte economica del secondo biennio (2001-2002) del contratto nazionale di lavoro del settore marittimo. L’accordo tra le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e le associazioni Confitarma e Federlinea è stato raggiunto dopo una sola giornata di trattative e prevede per gli oltre 30mila lavoratori del settore incrementi retributivi del 4 per cento.
    Rientra, invece, lo sciopero dei circa 250mila lavoratori ministeriali previsto per il 6 aprile, dopo che mercoledì scorso il Governo ha approvato il contratto integrativo senza modifiche. Un’intesa su cui il Tesoro aveva mosso una serie di rilievi per mancanza di copertura economica. Per i segretari nazionali della Fp-Cgil, Lorenzo Mazzoli, e della Fps-Cisl, Nino Di Maio e per il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco «sono venute meno le ragioni che hanno portato alla programmazione dello sciopero».
    V.Ch.

    Venerdì 23 Marzo 2001

 
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