Commercio, big stranieri leader in Italia

14/10/2004



            giovedì 14 ottobre 2004

            sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 14
            LA SFIDA DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE I gruppi esteri hanno effettuato massicci investimenti conquistando quote di mercato elevate
            Commercio, big stranieri leader in Italia
            I marchi d’oltreconfine controllano il 32,1% del settore dei supermercati e avanzano nell’elettronica, nei mobili e nell’abbigliamento

            VINCENZO CHIERCHIA

            MILANO • Le catene commerciali straniere stanno crescendo sul mercato italiano, e nel complesso si può stimare che il "peso" sui principali mercati di consumo ormai si attesti sul 50% almeno, se non di più. E con la prossima vendita di Rinascente il peso è probabilmente destinato a crescere ancora. Lo sviluppo oltrefrontiera dei retailer italiani resta invece limitato ad alcune griffe o al business aeroportuale.

            A guardare il panorama della distribuzione italiana la presenza estera è diffusissima. «Paghiamo scelte politiche errate fatte anni fa» commenta Roberto Dessì, segretario generale dell’Ancd-Conad. «Nessun Governo italiano ha mai investito in favore del consolidamento della distribuzione nazionale, la legislazione ha favorito la frammentazione e la debolezza del sistema. Per cui è stato quantomeno necessario sviluppare alleanze con partner di rilievo internazionale». «Le imprese commerciali italiane hanno pagato la loro debolezza strutturale» aggiunge Riccardo Perdomi, amministratore delegato della catena di ottica Salmoiraghi&Viganò. «Scarsa la capitalizzazione, poche le risorse. Quando qualcuno ha provato a uscire fuori, a investire sui mercati esteri spesso ha dovuto far marcia indietro con le ossa rotte». «Nella grande distribuzione il bilancio è pesante — sottolinea Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia — e la vendita di Rinascente, così come le voci sul passaggio di mano di altre importanti catene nazionali, dà la misura della debolezza del sistema italiano. Nel settore del largo consumo si può tranquillamente affermare che almeno la metà del mercato, considerando il peso delle centrali d’acquisto, fa capo a gruppi esteri. Un buon 50% del mercato che fa spostare oltreconfine il baricentro della politica del settore». Non tutte le valutazioni sono però negative. «L’ingresso in Italia dei grandi gruppi distributivi esteri ha portato più concorrenza — afferma Luigi Bordoni, direttore generale di Centromarca, l’associazione delle imprese di marca — e un maggior stimolo all’innovazione. Rammarica semmai il fatto che le catene distributive italiane non siano riuscite a sfondare all’estero». Sul mercato in questi giorni ci sono pezzi importanti del retail nazionale. Probabilmente il gruppo francese Auchan (presente ormai in molti settori) rafforzerà le posizioni rilevando la parte grocery di Rinascente, che Ifil ha messo in vendita. Così come un gruppo specialista dei grandi magazzini (inglese, francese, spagnolo o americano) si aggiudicherà Rinascente stessa. Sul mercato corrono poi rumor insistenti ma puntualmente smentiti di un interesse di grandi gruppi esteri (WalMart) per Esselunga, mentre fondi di private equity prevalentemente esteri sono in corsa per Coin-Oviesse. Del resto proprio il gruppo Coin-Oviesse è uscito in malo modo dalla disastrosa avventura tedesca e si è ritirato dalla Svizzera.

            La grande distribuzione è terra di conquista. Conad ha stretto una alleanza strategica con la transalpina Leclerc, che a sua volta persegue un disegno di sviluppo su scala europea. Carrefour ha realizzato un polo cui fanno capo le reti Gs, Finiper e Unes. Auchan è alleato storico di Rinascente. La tedesca Rewe ha rilevato la Standa alimentare e controlla anche i supermercati Billa e i discount Penny. E nel comparto dei prodotti superscontati la parte del leone la fa la tedesca Lidl. Nell’ingrosso alimentare, Metro ha una quota elevata del mercato, si stima il 40% almeno. Nel rifornimento di oltre 200mila tra bar e ristoranti competono da leader tre gruppi a controllo estero: Partesa, che fa capo al gruppo olandese Heineken, T&C collegata alla danese TuborgCarlsberg e Sodipar passata nell’abito del colosso sudafricano Sab-Miller che a sua volta ha acquisito il controllo della Birra Peroni. Ma la presenza dei retailer stranieri non è limitata solo ai supermarket. Nel comparto dell’elettronica di consumo, ad esempio, la tedesca Mediaworld (gruppo Metro) e l’inglese Dixon (dopo l’acquisizione di Unieuro) hanno posizioni leader, mentre si annuncia l’ingresso in Italia della francese Darty (gruppo Kesa). Nel settore del mobile prosegue incessante lo sviluppo di Ikea (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri), mentre con Emmezeta (rilevata dalla controllata Conforama) si rafforza il gruppo transalpino Ppr (proprietario di Gucci), cui fa capo anche la Rexel (vendita di materiale elettrico). Nella profumeria la preminenza dei gruppi esteri è lampante. Le francesi Marionnaud e Sephora hanno fatto shopping e contendono la leadership con le tedesche Douglas e Limoni-Marbert.

            Nell’occhialeria in Italia è in sviluppo l’olandese Hals che ha rilevato Grand vision e Avanzi. L’abbigliamento assiste a una diffusione rapida di gruppi innovativi come gli spagnoli di Zara e Mango, gli svedesi di H&M, i francesi di Celio e di Kiabi (Auchan), gli americani di Nautica. Nel settore auto avanza Norauto (Auchan) che ha rilevato recentemente la rete Midas dal gruppo Fiat. Sono poi 68 le reti estere in franchising. Nel bricolage il leader è il polo realizzato tra Rinascente e Leroy Merlin (Auchan), che si confronta con la francese Castorama, mentre Coop ha rilevato la quota di riferimenti di Obi dai tedeschi di Tangelmann. Nell’ingrosso di farmaci la parte del leone è svolta dalla tedesca Gehe. Il modello francese Fnac (gruppo Ppr) sta facendo scuola nel settore libri e audiovisivi. Negli articoli sportivi Decathlon (Auchan) è leader nelle grandi superfici. Nelle sale cinematografiche il mercato dei multiplex, ossia dei cinema multisala di ultima generazione è dominato dai gruppi esteri (americani e francesi), con la Warner village in pole position.