Commercio, aumenti in porto

09/07/2001




..da Economia – Martedi 03 Luglio 01
CONTRATTO Ai lavoratori un incremento di 130.500 lire al quarto livello in tre anni e un’«una tantum» per il 2001
Commercio, aumenti in porto

Siglata l’intesa triennale tra i sindacati e la Confcommercio

Inserita una clausola di salvaguardia per il 2003 Ora si apre la partita aziendale su orari e flessibilità

Stefania Olivieri




Milano. Obiettivo raggiunto per il rinnovo del contratto del commercio. Ieri pomeriggio la tappa decisiva del confronto tra sindacati confederali di categoria (Filcams, Fisascat e Uiltucs) e Confcommercio si è conclusa con la firma in calce all’ipotesi di accordo che scrive la parola «fine» a sei mesi di trattativa a singhiozzo, più volte interrotta e poi ripresa, che il 13 aprile scorso si era ulteriormente riscaldata con la mobilitazione nazionale del milione e 500mila lavoratori del terziario, distribuzione e servizi.
L’intesa raggiunta stabilisce un aumento di 102.500 lire, al quarto livello, nel biennio 2001-2002, più altre 28mila lire per il 2003 e un’«una tantum» di 320mila lire per il 2001 (a fronte del ritardo nel rinnovo, che sarebbe dovuto scattare da gennaio). «Siamo soddisfatti – commenta Gianni Baratta, segretario generale della Fisascat Cisl -. L’intesa conferma la validità dell’accordo del luglio ’93 e garantisce la piena difesa del potere d’acquisto dei salari. Quanto al 2003, poiché abbiamo splafonato di un anno, ma il contratto nazionale scade ugualmente e dicembre 2002, abbiamo inserito una clausola di salvaguardia del potere d’acquisto delle retribuzioni». Se il governo Belusconi, infatti, dovesse inserire in Finanziaria un’inflazione programmata superiore al 1,2%, sindacati e Confcommercio si incontreranno per calcolare il differenziale e rivedere l’aumento definito ieri.
Un accordo che riconcilia, almeno sul fronte del commercio, il fronte dell’unità sindacale tra confederali. «Abbiamo chiuso con un rapporto unitario buono – sottolinea Baratta – perché abbiamo cercato di sintetizzare gli elementi che ci univano, in un settore tanto dominato dalla frammentazione». «È positivo essere riusciti a ottenere, mantenendo un’ottica tesa all’unità d’azione, un buon risultato per tutta la categoria – aggiunge Marinella Meschieri, segretario nazionale della Filcams Cgil – dalle piccole alle grandi imprese. Un passo importante che distingue Confcommercio da Confidustria».
Definito l’aumento salariale, si apre ora la partita della contrattazione aziendale. Da Rinascente Spa ( dove il confronto è già partito), a Panorama a Carrefour Gs, solo per citare alcuni esempi, sindacati e aziende si confronteranno sull’organizzazione del lavoro, gli orari, la flessibilità e l’utilizzo del part-time. «Un fronte molto più ostico di quello appena affrontato – spiega Meschieri, della Filcams Cgil -. Molte aziende purtroppo ancora non tengono conto dei diritti minimi dei lavoratori e applicano la flessibilità a loro piacimento».
Stefania Olivieri