Commercio: astensione sospesa

17/06/2004

      17/06/2004

      Commercio: astensione sospesa

      Le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs hanno sospeso lo sciopero di sabato e la contemporanea manifestazione nazionale in programma a Roma. Negli incontri con Confcommercio proseguiti fino a ieri sono emersi alcuni risultati che i sindacati hanno valutato positivamente. Un nuovo incontro di commissione tecnica si è tenuto ieri pomeriggio. «In ragione della continuazione della trattativa – hanno comunicato le segreterie nazionali alle strutture territoriali – sono momentaneamente sospesi e rinviati lo sciopero e la manifestazione prevista per il 19 giugno».


      17/06/2004

      PESARO — Un adeguamento salariale di 107 euro mensili e rapporti di lavoro più stabili. Questo chiedono le segreterie provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che rappresentano e tutelano i lavoratori del commercio e del turismo. «L’adeguamento salariale — ha detto Egidio Serafini, segretario provinciale Filcams Cgil — si rende necessario a causa del rincaro dei prezzi e del crollo del potere d’acquisto. Invece la Confcommercio e la grande distribuzione commerciale ce ne hanno offerti 81, proponendo inoltre che l’aggiornamento economico abbia cadenza quadriennale invece che biennale, come previsto dal protocollo attualmente in vigore». Ma la battaglia si combatte anche su un piano etico e sciale: «La legge Biagi — ha aggiunto Leonardo Piccinno, segretario provinciale Fisascat Cisl — introducendo il concetto di lavoro flessibile ha in realtà provocato un aumento di lavoratori precari; gli ipermercati, che spesso sono stranieri e completamente estranei alla cultura del dialogo sociale, attingono in maniera selvaggia a queste nuove forme contrattuali, ponendo il lavoratore nelle condizioni di dover essere sempre a disposizione dell’azienda; ma questo, a livello sociale, è devastante, soprattutto per la prevalenza delle lavoratrici». Le donne rappresentano infatti circa il 70% della manodopera provinciale. E molte sono le lavoratrici assunte a tempo determinato, part time o con contratti di apprendistato: «Noi — ha aggiunto Serafini — chiediamo di eliminare quelle clausole troppo elastiche o flessibili, che legherebbero “mani e piedi” le lavoratrici alle aziende, impedendo loro di cercarsi un altro lavoro. Inoltre il contratto di apprendistato può durare fino a 72 mesi, cioè sei anni. Questo significa che per diventare, ad esempio, banconieri, ci vuole più tempo che per laurearsi. E’ un’assurdità».
      Le trattative, che sembravano giunte a un punto morto tanto che i sindacati avevano annunciato uno sciopero il 19 giugno, sono ripartite grazie alla disponibilità delle controparti datoriali. Riprenderanno il 24 giugno.

      Benedetta Iacomucci