Commercio al dettaglio, stabile la fiducia delle pmi

29/06/2006
    gioved� 29 giugno 2006

    Pagina 9 – Economia e Politica

      Commercio al dettaglio, stabile la fiducia delle pmi

        Report Isae nel mese di maggio. Indice a 108,1 sui valori massimi dal 2000.

          Stabile il clima di fiducia delle imprese del commercio al dettaglio. Secondo il report mensile dell’Isae, considerato al netto dei fattori stagionali, a maggio l’indice, pur scendendo da 109,2 a 108,1, si conferma comunque sui valori massimi dal maggio 2000.

            Per quanto riguarda il commercio, secondo l’Isae, meno positivi rispetto allo scorso mese sarebbero , in particolare, i giudizi sull’andamento corrente degli affari; restano stabili, invece, le attese circa il volume futuro delle vendite e si ridimensionano le scorte di magazzino.

              Tra le serie che non entrano nella definizione di fiducia, emerge un minor ottimismo dal lato delle aspettative sul volume degli ordini, mentre sono in lieve miglioramento quelle relative all’occupazione.

                Relativamente alla dinamica inflazionistica, quella corrente viene giudicata in rallentamento, mentre quella futura � attesa in aumento.

                  Guardando per� alla disaggregazione tra piccola e grande distribuzione, emergono indicazioni discordi: l’indicatore scende infatti lievemente nella distribuzione �moderna’ (105,9, contro quota 106,7 di aprile) e continua invece ad aumentare nella distribuzione tradizionale (109,8, rispetto a 108,8 segnato ad aprile).

                    Per i servizi di mercato, l’analisi Isae di giugno indica poi un miglioramento: l’indice grezzo sale a 31 (contro 29 del mese precedente), grazie soprattutto a valutazioni particolarmente positive riguardanti la domanda. Il confronto con il dato di giugno 2005 (quando l’indicatore era pari a -3) conferma il netto miglioramento della fiducia, che, secondo l’Isae, �non dipende dunque da fattori stagionali o accidentali’.

                      L’indicatore sale a 28 (da 15) nei servizi alle famiglie e si deteriora, per contro, nei servizi finanziari (a 15, da 36) e in quelli alle imprese.