Commercio: Agosto «gela» le vendite. Corre la grande distribuzione

28/10/2000

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Sabato 28 Ottobre 2000
italia – economia
Commercio
: L’Istat ha registrato una crescita dello 0,6% (+1,3% in otto mesi).
Agosto «gela» le vendite.
Sulla frenata pesa il calo dei negozi (-0,2%), corre la grande distribuzione (+4,1%)

(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA Le vendite al dettaglio segnano il passo in agosto e le associazioni del settore lanciano un grido d’allarme. Secondo i dati resi noti ieri dall’Istat il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio è aumentato solamente dello 0,6% rispetto all’agosto ’99 (l’indice base 1995=100 è risultato pari a 91,1).

«Il fatturato del commercio al dettaglio in termini reali, cioè al netto della variazione dei prezzi, ha evidenziato ad agosto una preoccupante flessione del 2% rispetto allo stesso mese del 1999, portando, così, a otto i mesi consecutivi nei quali le vendite al dettaglio in quantità hanno registrato un trend negativo, in alcuni casi anche consistente come a marzo (-2,9%) e a giugno (-1,8%)». Questo il commento del Centro studi di Confcommercio. «Una conferma — si legge in una nota — del permanere di un clima fortemente negativo dei consumi di beni commercializzati che porta il dato medio del periodo gennaio-agosto 2000 a un calo dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 1999».

«Le vendite al dettaglio sono aumentate in agosto soltanto dello 0,6% e soltanto nella grande distribuzione — sottolinea la Confesercenti —. L’espansione delle grandi strutture, insieme a politiche commerciali spesso sleali, continuano a penalizzare i piccoli esercizi che hanno fatto registrare una flessione delle vendite dello 0,2% (2,8% in termini reali)».

Al Sud le vendite hanno denunciato una diminuzione dello 0,6%; è andata meglio alle regioni centrali, le più esposte all’effetto Giubileo, che hanno beneficiato di un incremento del 2,6 per cento. Grigio il risultato del Nord, con una crescita complessiva dello 0,8% che risente del pessimo bilancio delle regioni occidentali, dove c’è stata una flessione dello 0,1% (+1,5% invece nel Nord Est). Sempre nel luglio 2000, il gruppo caratterizzato dall’aumento tendenziale più elevato è stato quello degli alimentari (+1,9%). Ma quasi tutti gli altri settori sono addirittura in rosso, con flessioni che raggiungono l’1,1% per gli altri prodotti (gioielleria, orologeria, ecc.) e che non sembrano aver risparmiato neppure comparti che invece avrebbero dovuto beneficiare dei consumi "stagionali", come foto-cine (-0,3%) e articoli sportivi e da campeggio (-0,5%).

Anche libri, giornali e riviste, del resto, hanno messo a segno un aumento insignificante (+0,1%).

Rilevato infine un calo dell’1,1% per le piccole imprese a fronte di aumenti dello 0,5% per le medie e del 3,2% per le grandi, con un picco del 4,6% per le imprese con almeno 20 addetti. Da segnalare per quanto riguarda la grande distribuzione, che ha incamerato una crescita del 4,1%, l’accelerazione degli hard discount (+4,9%). Bene anche i supermercati (+5,4%), mentre gli ipermercati (+2%) e i grandi magazzini (+2,7%) hanno un passo meno sostenuto. Resta modesto il bilancio provvisorio del 2000. La crescita delle vendite nel periodo gennaio-agosto non ha infatti superato l’1,3 per cento.

Elio Pagnotta