Commercio, accordo più vicino

08/05/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Sbloccata la vertenza, le parti discutono la possibilità di un rinnovo triennale della parte economica

    Commercio, accordo più vicino
    Tra le ipotesi un incremento di 100mila lire a regime e un’una tantum di 500mila – Domani round decisivo
    Vincenzo Chierchia
    MILANO La trattativa per il contratto del commercio è al rush finale. Ieri c’è stata la ripresa delle trattative dopo la rottura e lo sciopero a ridosso di Pasqua. Il prossimo appuntamento è previsto per domani, 9 maggio, per valutare tutti i nuovi aspetti emersi all’interno del tavolo negoziale. Di sicuro c’è un’ampia volontà, espressa dalle varie parti, di giungere a una conclusione rapida della trattativa che riguarda il rinnovo della parte economica del contratto nazionale.
    Prima di Pasqua il confronto si interruppe sul nodo del recupero dell’inflazione e sulla rivalutazione: a fronte di una richiesta sindacale intorno alle 115mila lire la Confcommercio aveva risposto con una disponibilità per 70mila lire; posizioni distanti, rottura inevitabile.
    Lo scenario ieri si è arricchito — stando alle prime indiscrezioni — di elementi nuovi. Il condizionale è d’obbligo in quanto, vista la fase molto delicata, le parti si sono orientate su uno stretto riserbo. Comunque si sta discutendo di un allungamento su base triennale del periodo di vigenza contrattuale, a fronte di un rinnovo che avrebbe dovuto essere biennale. La proposta sarebbe stata avanzata da Confcommercio e attualmente sarebbe al vaglio delle rappresentanze sindacali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil), all’interno di un pacchetto più ampio di proposte.
    Sotto questo profilo la trattativa dovrebbe proseguire su un binario che, contemplando da un lato l’allungamento del periodo contrattuale (e quindi abbracciando il 2003), porti a definire una tantum accanto alla rivalutazione anno per anno della busta paga. Uno dei nodi riguarda comunque la cifra complessiva finale, l’articolazione e comunque le riserve sull’allungamento del periodo contrattuale. Sempre secondo indiscrezioni non confermate si discute su un incremento della busta paga base intorno alle 50mila lire per il 2002 e altrettante per il 2003, mentre per quest’anno ci dovrebbe essere una una tantum compensativa intorno alle 500mila lire.
    Comunque lo schema dell’accordo è ancora da mettere a punto e dei passi decisivi verranno fatti oggi e domani mattina, in vista del vertice tra sindacati e Confcommercio fissato per il 9 maggio. A questo punto la strada appare in discesa, a meno di clamorosi colpi di scena.
    Il contratto riguarda circa 1,5 milioni di lavoratori dipendenti. Le retribuzioni si sono mosse negli ultimi anni al di sopra del tasso di inflazione (indice Nic). Come sottolinea la Confcommercio l’indice dei prezzi al consumo è risultato pari a 108,1 nel ’98, a 109,9 nel 1999 e a 112,7 nel 2000; l’indice delle retribuzioni è passato da 112,4 a 114,8 e poi a 117,1.
    Martedì 8 Maggio 2001
 
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