Commercio, a sorpresa raggiunto l’accordo

03/07/2001

 









Martedi 3 Luglio 2001



ECONOMIE
Commercio, a sorpresa raggiunto l’accordo

MILANO. Il contratto del commercio è stato firmato ieri, a sorpresa. Giovedì notte la trattativa è andata a pezzi durante una seduta burrascosa per la incredibile prepotenza degli imprenditori, ed ieri i sindacati si sono riuniti per rispondere a colpi di scioperi, ma Confcommercio ha fatto filtrare una inattesa disponibilità con una proposta-base che è stata accolta. Dice Ivano Corraini, leader Filcams-Cgil: «L’abbiamo giudicata positiva, con il parere favorevole delle delegazioni». Ieri alle 16, invece della dichiarazione di guerra, i plenipotenziari si sono scanbiati le firme su un compromesso onorevole. In soli tre giorni la svolta di Confcommercio. Come mai? Corraini: «La nostra fermezza con cui venerdì notte abbiamo rotto il negoziato li ha fatti riflettere. Eravamo anche pronti, e lo stavamo facendo oggi (ieri, Ndr) a varare una lunga stagione di lotte, dal 5 luglio fino a dicembre».

Il rinnovo prevede 20 mila lire dal primo luglio 2001, più da settembre 320 mila lire di una tantum che – novità assoluta a tutela dei diritti anche di chi sta peggio – viene riconosciuta pro quota anche ai contratti a termine. Nel 2002, incremento di 42.500 lire dal primo gennaio, e dal primo luglio altre 40 mila. Ossia, la quota biennale è di 102.500 lire, inferiore alle 115 mila della piattaforma ma vicinissime alle 103 mila 500 lire che, secondo il sindacato, è la somma vera da recuperare per l’inflazione e come differenziale, così come vuole l’accordo del 23 luglio. Infine, nel gennaio 2003 scatterà un ulteriore aumento di 28 mila lire, ma senza che ciò comprti di prolungare a tre anni la vigenza contrattuale, come invece chiedeva Confcommercio: il contratto sarà infatti in auge fino alla scadenza naturale, che resta biennale: «Il contratto scade alla fine del 2002, poi verrà rinegoziato», chiarisce Corraini. «Ma poichè abbiamo definito l’aumento del 2003, se si scosta l’inflazione da parte dei Dpef, le parti si riservano i ritocchi, secondo l’accordo del 23 luglio».

Escono battute le pretese della grande distribuzione, di una moratoria della contrattazione di secondo livello, ed anche l’idea di falciare, tramite accordo, i costi della prossima legge sul part time. A ruota di Confcommercio, anche la distribuzione cooperativa (Ancd, Lega Cooperative, Confcooperative e Agci) fanno firmato il rinnovo, con identici aumenti.

Con il giudizio positivo di Corraini concordano i segretari generali della Fisascat-Cisl, Gianni Baratta, e della Uiltucs-Uil, Brunetto Boco, mentre dissente Bruno Rastelli, leader di «Lavoro Società, cambiare rotta»: «Il risultato è lontano dalla richiesta delle 115 mila lire della piattaforma, cheera contenuta e sottostimata rispetto all’inflazione reale. Ma il punto negativo – sostiene Rastelli – è di avere intaccato il terzo anno: non esiste un biennio triennale, il recupero sul terzo anno si rivelerà un indebolimento del rinnovo del prossimo biennio».

Per Brunetto Boco invece l’anticipazione delle 28 mila «ci permetterà di rinnovare il contratto con una certa tranquillità, un clima ben diverso da quello problematico di questo rinnovo. Abbiamo già una base di partenza che ridiscuteremo in ragione dei Dpef e del tasso di inflazione reale». Inoltre, rileva Boco, c’è «un arco di tempo sufficiente per sviluppare la contrattazione di secondo livello, sia territoriale che aziendale». La valutazione di Gianni Baratta, leader Fisascat, parte da una premessa che di questi tempi si fa molto apprezzare: «Un accordo buono, intanto perché scaturito da un clima fortemente unitario». Inoltre, prosegue, perché garantisce l’intera copertura dell’inflazione del biennio e, per il terzo anno, la parte economica aggiuntiva «è vincolata da una clausola di salvaguardia che fa salvi i parametri dell’accordo del luglio ’93». Ed inoltre «abbiamo scongiurato la pretesa della moratoria contrattuale. Infine, se con questo accordo possiamo aiutare altri importanti rinnovi, per noi è positivo».

Ora inizia il vaglio delle assemblee (già domani l’attivo unitario dei delegati della Lombardia) mentre si aprono le lotte per i contratti di secondo livello, territoriali e aziendali.

g.lac.




 
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