Commercianti, Pmi, artigiani: troppo ottimismo sul Pil all’1,9%

26/09/2003



      Venerdí 26 Settembre 2003


      Commercianti, Pmi, artigiani: troppo ottimismo sul Pil all’1,9%


      ROMA – Fisco, e poi innovazione, infrastrutture, servizi e spesa pubblica. Con misure specifiche: proseguire nell’abbattimento della base imponibile Irap dalla componente del costo del lavoro; una riduzione dell’Iva dell’edilizia e nel turismo; deducibilità Irpef per sostenere i consumi. Non solo: gli sgravi fiscali per le ristrutturazioni dovrebbero essere confermate ed estese a una gamma più ampia di beni di consumo.
      A mettere nero su bianco una serie di richieste da presentare al Governo sono state ieri otto organizzazioni imprenditoriali, dalla Confcommercio a Casartigiani, Cna, Confapi, Confcooperative, Confesercenti, Confservizi e Lega delle cooperative, che rappresentano 3,5 milioni di imprese.
      Il documento che le organizzazioni hanno messo a punto affronta una serie di temi in vista della Finanziaria: su incentivi e innovazione, si richiede una maggiore certezza di risorse, una più precisa indicazione delle iniziative da inserire nella tecno-Tremonti, oltre all’adeguamento finanziario del Fondo unico per gli incentivi istituito presso il ministero delle Attività produttive.
      Sulla spesa sociale, le otto organizzazioni puntano sulla riforma delle pensioni, riqualificando e ristrutturando gli ammortizzatori sociali, per completare la riforma del mercato del lavoro. Quanto alle infrastrutture, i vincoli di finanza pubblica richiedono una attenta selezione.
      Le otto organizzazioni hanno anche contestato le previsioni macroeconomiche dell’Esecutivo: il Pil all’1,9% l’anno prossimo viene considerato troppo ottimistico.
      «Un salto con l’asta», ha detto il presidente della Confcomemrcio, Sergio Billè. Molto più realistico un 1,1 per cento. Per tutti, sono state insufficienti le spiegazioni del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Soprattutto occorre fare di più per rilanciare sviluppo e consumi.