“Commenti&Analisi” Welfare senza diritti – di Bindi, Cossutta, Turco

20/02/2003

            20 febbraio 2003

            WELFARE, SENZA DIRITTI
            LITALIA VA GIÙ
            Rosy Bindi
            Maura Cossutta
            Livia Turco
            Il Paese vive oggi un malessere
            profondo, un’inquietudine
            diffusa che non deriva solo dalle
            incertezze della drammatica crisi
            internazionale, dalla difficile congiuntura
            economica, dalla perdita
            di competitività e dal ridimensionamento
            dell’apparato produttivo,
            dalla crescente conflittualità sociale.
            Questi dati sono certo presenti,
            ma la percezione del declino
            in atto passa anche, e forse prima
            di tutto, dalla consapevolezza che
            alcuni diritti fondamentali sono a
            rischio.
            Il diritto al lavoro, al sapere, alla
            salute, il diritto di crescere serenamente
            e invecchiare con dignità
            sono messi a dura prova da una
            destra incapace di affrontare i mutamenti
            che da tempo investono la
            nostra società – l’aumento della popolazione
            anziana, la crescente precarietà
            del lavoro, il basso tasso di
            natalità – con effetti dirompenti
            sulla qualità della vita quotidiana.
            Le politiche sociali sono state relegate
            ad un ruolo ancillare, accantonate
            nell’agenda politica del governo
            Berlusconi.
            E con esse, con le politiche sociali,
            è stata accantonata l’idea che lo
            sviluppo del Paese ha bisogno di
            un sistema di solidarietà pubblica robusto,
            diffuso ed efficiente. Le promesse
            elettorali sono ormai un pallido ricordo,
            smentite da due Finanziarie che
            hanno drasticamente ridimensionato
            le risorse destinate alle politiche di welfare
            e da una politica di privatizzazione
            dei servizi alle persone. Il servizio sanitario
            nazionale è allo sbando, stretto
            nella morsa dei tagli e nel contenzioso
            permanente tra governo e regioni sul
            finanziamento con una progressiva ma
            impetuosa riduzione delle prestazioni
            ai cittadini a partire dalle fasce più deboli.
            Sono le prove generali della devolution
            di Bossi e Tremonti: crescono le disuguaglianze
            tra le regioni, si allarga il
            divario tra nord e sud del paese. È un
            «federalismo» d’abbandono che mette
            in discussione i principi di universalità
            e solidarietà del nostro sistema di welfare.
            Il Governo a parole proclama la centralità
            della famiglia ma, nei fatti, dimentica
            i bisogni concreti delle persone e
            delle famiglie e nel rapporto tra famiglia
            e comunità. Il libro Bianco del ministro
            Maroni non propone risposte
            vere ma un vecchio modello organizzativo
            che di fatto scarica sulle famiglie
            l’onere di organizzare in proprio l’assistenza
            ai bambini, agli anziani, alle persone
            non autosufficienti. La beffa è che
            tutto questo è presentato come attuazione
            del principio di sussidiarietà e la
            valorizzazione della libertà di scelta dei
            singoli.
            L’Ulivo sente la responsabilità di contrastare
            questo declino, di dare un futuro
            all’Italia con un progetto capace di
            coniugare crescita economica e tutela
            diffusa, competitività del sistema Paese
            e diritti. Non vuole farlo da solo ma
            coinvolgendo gli attori del sistema sociale,
            amministratori e sindacati, volontariato
            e terzo settore, professionisti
            del sociale e della salute, associazioni
            dei cittadini, per costruire insieme proposte
            condivise.
            Per questo abbiamo promosso la Convenzione
            nazionale dell’Ulivo sulle politiche
            sociali e la sanità che si terrà ad
            Arezzo venerdì e sabato prossimi. Ad
            Arezzo l’Ulivo si presenta unito e forte
            della propria credibilità riformista e di
            una cultura di governo che ha prodotto
            buone leggi. Un Ulivo che insieme
            alla difesa dei valori e dei principi irrinunciabili
            di equità e solidarietà sa farsi
            carico anche delle necessarie innovazioni
            in un confronto aperto alle diverse
            componenti del mondo sociosanitario.
            La Convenzione sarà un momento di
            ascolto ma anche di proposta. Ascolto
            delle esigenze e dei punti di vista di
            quanti lavorano nella sanità e nel sociale
            e non si arrendono alla marginalizzazione
            delle politiche di solidarietà pubblica
            ma anzi scommettono e vogliono
            investire le proprie competenze per rafforzare
            il sistema e adeguarlo ai nuovi
            bisogni. Un appuntamento nazionale
            nel quale presentare una piattaforma
            radicalmente alternativa a quella della
            destra per la sanità e il sociale, a partire
            dalla stessa esperienza di governo dell’
            Ulivo e dalla verifica delle nuove proposte
            avanzate oggi dal centrosinistra.
            Per fare questo crediamo si debba partire
            dai punti di maggiore sofferenza che
            vivono i cittadini: quando sono soli di
            fronte a scelte drammatiche, quando
            attendono settimane e mesi per prestazioni
            urgenti, quando sono costretti a
            ricoveri in strutture fatiscenti, quando
            non trovano aiuto nell’assistenza ai familiari
            non autosufficienti, agli anziani,
            ai figli più piccoli.
            Su questi temi l’Ulivo ha delineato risposte
            credibili ed efficaci. Per una sanità
            che rispetta la dignità del malato,
            che valorizza il patrimonio di professionalità
            e di eccellenza del sistema pubblico,
            che integra la medicina del territorio
            con l’ospedale, che rafforza l’assistenza
            domiciliare e la prevenzione,
            che sceglie la strada della moralizzazione
            e della trasparenza del sistema per
            restituire fiducia ai cittadini. Per una
            rete di servizi moderni di assistenza
            sociale che si fa carico delle componenti
            più deboli della nostra comunità,
            che sostiene realmente le famiglie e
            promuove l’alleanza tra le generazioni,
            tutela i diritti dell’infanzia e garantisce
            sicurezza e qualità di vita ai nostri anziani.
            Saranno i temi al centro dell’appuntamento
            di Arezzo, di una convenzione
            democratica e pluralista aperta al contributo
            di tutti coloro che hanno a cuore
            la tutela dei diritti di cittadinanza.
            Rosy Bindi
            Maura Cossutta
            Livia Turco