“Commenti&Analisi” Una torta confezionata in fretta (M.Deaglio)

30/09/2005
    venerdì 30 settembre 2005

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      Una torta
      confezionata in fretta

        Mario Deaglio

          E’ molto facile dire che cosa questa Finanziaria non è, assai più arduo cercar di capire che cosa effettivamente sia o possa diventare nel corso del suo passaggio in Parlamento. Il che è comprensibile perché la Finanziaria è nata da un processo convulso e tormentato – caratterizzato da un cambio della guardia, assolutamente inedito, alla guida del ministero dell’Economia a pochi giorni dall’approvazione – in cui la ricerca di una base minima di accordo ha portato a confronti vivaci e alla necessità di compromessi.

            Questa Finanziaria non ha quindi alle spalle un grande progetto economico-sociale, né potrebbe averlo, date le vicende della sua genesi. Si configura piuttosto come l’ingranaggio di un disegno della maggioranza, assai più politico che economico, volto alla ricerca di un consenso elettorale con richiami generici agli obiettivi generali della coalizione di governo.

              Il suo elemento cruciale è pertanto di tipo politico, non economico. Si tratta del rifiuto, fermamente e ripetutamente espresso dal presidente del Consiglio, di prendere in considerazione veri e propri inasprimenti fiscali e in particolare l’inasprimento della tassazione sulle rendite finanziarie. Con questo vincolo – e con l’ulteriore vincolo tecnico, dettato da Bruxelles, di operare una riduzione del deficit – il cammino del ministro Tremonti era sostanzialmente obbligato: se non aumentano le tasse, devono aumentare i tagli.

                La differenza tra il progetto Siniscalco – per quel che ne è a suo tempo trapelato – e il progetto Tremonti sta soprattutto nel modo in cui i tagli sono articolati. Siniscalco li concentrava sulla sanità, individuata come il settore responsabile dei maggiori sprechi; Tremonti li distribuisce a pioggia, soprattutto sugli enti locali. In questa scelta, considerazioni politiche (non scontentare i ministri della spesa, non provocare la rottura dei fragili equilibri tra le varie componenti della coalizione di governo) possono aver avuto la meglio su considerazioni economiche.

                  Una seconda scelta consiste nel non concentrare sulle imprese gli scarsi benefici fiscali disponibili ma di distribuirne una parte sui bilanci familiari. La Finanziaria farà quindi assai poco per ridurre il carico fiscale sulle imprese e contribuire così al recupero di competitività che deve essere il principale obiettivo di medio periodo di qualunque governo italiano; è sperabile almeno che la riduzione del «cuneo fiscale» consenta la chiusura di alcune vertenze sindacali per i rinnovi contrattuali che si trascinano da molto tempo. Per ironia della sorte, il governo ha approvato il progetto di legge finanziaria lo stesso giorno in cui il Centro Studi della Confindustria ha calcolato che nell’ultimo anno la produzione industriale italiana è calata dell’1,4 per cento in un anno; e il giorno dopo la diffusione di una ricerca internazionale sulla produttività in cui l’Italia è al 47° posto nel mondo, ultima nell’Unione Europea, appena sopra il Botswana. Di qui non può venire una sostanziale spinta a cambiare la nostra posizione in tale classifica.

                    La terza scelta, largamente obbligata, consiste nella quadratura della manovra con l’iscrizione di voci di entrata difficilmente stimabili, come quelle derivanti dalla lotta all’evasione. La lotta all’evasione richiede tempo e non si improvvisa in pochi mesi e anche provvedimenti potenzialmente efficaci possono dare i loro frutti solo in tempi piuttosto lunghi. Per conseguenza, i primi mesi del 2006 potrebbero vedere situazioni di sofferenza piuttosto acuta dei conti pubblici.

                      Tra gli elementi positivi si può annoverare l’individuazione di aree mirate di spesa (le consulenze, le cerimonie, le «auto blu») su cui operare riduzioni. Anche se contiene un elemento di demagogia, questa decisione potrà favorire il diffondersi di una sensibilità civile agli eccessi di spesa. E’ ugualmente lodevole che per la prima volta si sia posta seria attenzione sulle spese del Parlamento e della macchina politica in generale. Purtroppo non bastano questi ingredienti interessanti a modificare il sapore di una torta confezionata troppo in fretta.

                    mario.deaglio@unito.it