“Commenti&Analisi” Ulivo: nuove tutele sul mercato del lavoro – di Damiano e Treu

31/03/2003

            domenica 30 marzo 2003

            Ecco una vera riforma che estende cassa integrazione
            e indennità di disoccupazione e soprattutto chiede la soppressione delle modifiche proposte dal governo nel Patto per l’Italia
            Ulivo: nuove tutele sul mercato del lavoro
            CESARE DAMIANO TIZIANO TREU
            Èpassato un anno e mezzo da quando il governo ha presentato
            un progetto di legge sul mercato del lavoro. Lo ha elaborato
            in tutta fretta, strozzando la concertazione sociale. I mesi trascorsi
            da allora hanno provocato gravi tensioni che hanno appesantito
            il clima sociale e politico, senza portare nessun esito positivo
            per l’occupazione, la cui crescita sta rallentando.
            La legge 30 approvata nello scorso febbraio non corrisponde agli annunci
            menzogneri degli spot televisivi del governo. È una non riforma,
            in parte inutile in parte dannosa, perché indebolisce la condizione
            dei lavoratori e del sindacato.
            Ora al Senato si è avviata la discussione sull’A.S. (Atto Senato) 848
            bis che comprende il riordino degli incentivi all’occupazione, il
            riordino degli ammortizzatori sociali, l’aumento dell’indennità di
            disoccupazione, la mobilità lunga per i lavoratori del gruppo Fiat, la
            modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
            Nelle dichiarazioni del governo il testo dovrebbe completare la strategia
            in materia di lavoro e di sicurezza sociale.
            Ma è un’occasione perduta che non corregge, anzi aggrava, l’impostazione errata delle politiche del centrodestra.
            Una politica di vere riforme in linea con le direttive dell’Europa deve
            bilanciare le flessibilità del mercato del lavoro con istituti di sicurezza
            e di promozione di piena e buona occupazione. Ma questo bilanciamento non interessa al centro destra. Le flessibilità sono state aumentate e non ce n’era bisogno, senza dare garanzie di sicurezza ai lavoratori e sostegno allo sviluppo dell’economia.
            Il riordin degli ammortizzatori sociali, previsto dal governo, esclude
            oneri per la finanza pubblica e impedisce quindi di estendere le tutele ai lavoratori coordinati e continuativi e ai lavoratori delle piccole imprese.
            Si ipotizza un sistema di ammortizzatori sociali su base settoriale,
            con possibili distinti sistemi di finanziamento, che rischia di aggravare la polverizzazione del sistema ed è in antitesi a una generalizzazione
            dei trattamenti.
            Questo invece costituisce un punto fondamentale della proposta
            dell’Ulivo. Noi proponiamo una vera riforma di queste tutele,
            estendendo cassa integrazione e indennità di disoccupazione a tutti i
            lavoratori, soprattutto quelli più esposti a rischio di precarietà (atipici,
            co.co.co., dipendenti di piccole imprese). In questo modo vogliamo
            creare una rete di sicurezza per ottenere un mercato del lavoro
            che sia flessibile ma governato.
            Tale rete di sicurezza deve essere non assistenziale, ma attiva.
            Deve cioè accompagnarsi con servizi efficienti di impiego, con misure
            di sostegno al lavoro e con forti investimenti in formazione, per
            migliorare la professionalità, facilitare l’inserimento e il reinserimento
            dei lavoratori in difficoltà. È inoltre necessario dare sicurezza a
            questi lavoratori anche per la carriera pensionistica. Soprattutto
            per i lavoratori precari e intermittenti occorre sostenere con contributi
            figurativi la continuità del loro percorso pensionistico.
            Altrimenti non raggiungerebbero livelli di pensione accettabili.
            Queste tutele nuove sul mercato del lavoro si devono accompagnare
            con quelle che riguardano il rapporto di lavoro, che noi continuiamo
            a ritenere essenziali. Per questo abbiamo detto e continuiamo
            a sostenere che l’articolo 18 dello Statuto non si tocca. E chiediamo
            la soppressione delle modifiche proposte dal governo nella versione
            contenuta nel cosiddetto Patto per l’Italia. Abbiamo inoltre proposto
            un miglioramento del risarcimento per i lavoratori nelle piccole
            imprese ingiustificatamente licenziati.
            Attualmente il risarcimento di base è da 2,5 mensilità a 6 mensilità, elevabili a 12 o 14 in relazione a 10 o 20 anni di anzianità lavorativa. Si propone di introdurre due nuovi criteri, anzianità di età e tasso di disoccupazione
            territoriale.
            Abbiamo anche proposto il rafforzamento delle tutele in caso di licenziamenti collettivi, che ora sono deboli soprattutto per i dipendenti
            delle piccole imprese: migliori procedure di informazione ai sindacati, obbligo dell’impresa di prevedere un piano sociale per curare la ricollocazione dei lavoratori.
            L’Ulivo concorda inoltre su una iniziativa legislativa per ridurre
            nell’IRAP i costi del personale per le imprese fino a 15 dipendenti, e
            per rafforzare gli incentivi all’assunzione e alla stabilizzazione dei
            lavoratori in queste imprese.
            Nelle ultime settimane abbiamo infine messo a punto un disegno
            di legge che intende velocizzare il processo del lavoro, soprattutto
            per garantire celerità e certezza alla soluzione delle controversie riguardanti
            i licenziamenti, i trasferimenti e l’apposizione del termine.
            Si prevedono forme di definizione accelerata del giudizio su queste
            controversie e si valorizzano le procedure di conciliazione e arbitrato.
            Questa velocizzazione della giustizia del lavoro è decisiva perché
            gli attuali ritardi sono costosissimi sia per i lavoratori che per le
            imprese e la stessa reintegra nel posto di lavoro è più difficile quanto
            più tempo passa dal licenziamento.
            Noi riteniamo che queste proposte costituiscano una risposta organica
            e credibile alle iniziative del governo.
            Sono anche una risposta alle esigenze prioritarie dei dipendenti
            delle piccole imprese: ben più significative di quelle che vorrebbe
            dare il referendum di estensione dell’articolo 18. L’urgenza maggiore
            per questi dipendenti è di essere protetti dal rischio che il loro posto
            di lavoro sia pregiudicato dalle crisi economiche in corso. La soluzione
            non sta nell’articolo 18, ma nella estensione degli ammortizzatori
            sociali, da finanziare con risorse vere, a differenza di quanto sta
            facendo il governo.
            Su queste proposte dell’Ulivo noi vogliamo confrontarci con le parti
            sociali, in particolare con le confederazioni Cgil, Cisl, Uil.
            La battaglia per estendere diritti e tutele nel mondo del lavoro, per
            unificare le diverse figure che operano nel mercato, è un’opera di
            lunga lena. Ha bisogno di una sapiente combinazione tra lotte sindacali
            ed iniziativa legislativa; richiede che prevalga sempre la tensione
            unitaria, l’arma vincente che ha permesso ai lavoratori di compiere
            progressi importanti nelle condizioni di vita e di lavoro.