“Commenti&Analisi” Turismo: la crisi non è solo nei numeri (E.Becheri)

20/09/2004


            sabato 18 settembre 2004

            sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 18

            ANALISI

            La crisi non è solo nei numeri

            di EMILIO BECHERI*
            * Docente di economia del turismo, Università di Firenze

            La crisi che sta attraversando il turismo non sta solo nei numeri ma anche nelle istituzioni. Le numerose riforme che a partire dal 1983 hanno riguardato il comparto non hanno prodotto effetti significativi. Anzi, con il passare degli anni si è determinato uno stacco sempre più evidente fra istituzioni e imprese. È come se esistessero due mercati separati, uno lento e autoreferenziale proprio degli enti e uno che ogni giorno deve fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita. Quello degli enti è un m ercato più immaginario che reale, nel quale si crede che sia importante partecipare e organizzare fiere e manifestazioni che ormai hanno perso la loro funzione, invece di svolgere un’azione continua e pressante di marketing factory sui territori di origine della clientela. In parallelo deve essere promossa l’organizzazione di un’offerta integrata all’attività di incoming sul territorio, arrivando a coinvolgere gli operatori reali e non, come spesso accade, solo le associazioni di rappresentanza.

            Inoltre, bisogna avere il coraggio di dire che almeno la metà delle fiere e manifestazioni cosiddette promozionali che si effettuano in Italia dovrebbe essere abolita. Una ricerca realizzata da Pio Grollo per il XIII Rapporto del turismo mostra come molti Piani promozionali regionali non siano integrati con promozione degli altri enti e delle imprese operanti sul territorio e, anche, come, in qualche caso, il Piano di un anno rappresenti la fotocopia di quello dell’anno precedente.

            Anche sul piano della promozione in alcuni casi si è optato a favore di un’integrazione con quella di altre attività produttive, mentre in altri la scelta è a favore di un ente strumentale della Regione. C’è davvero la necessità di un coordinamento. L’attivazione di un’Agenzia che promuova il turismo nazionale e il made in Italy può essere una grande occasione a condizione che si abbia il coraggio di cambiare tutto, o quasi tutto, e che questa riesca ad acquisire sul campo una propria credibilità.

            La parola turismo è un paradigma che sottende tanti turismi che identificano mercati autonomi e diversi, fra loro in condizione di concorrenza, ma anche di complementarità. Per alcuni turismi, come ad esempio quello balneare, il Paese sta perdendo appeal proprio perché la qualità promossa è destinata a un mercato immaginario diverso da quello reale. Basta porsi alcune domande: quante delle molte certificazioni di qualità sono arrivate ad avere efficacia sul piano della commercializzazione? Quanti dei molti itinerari turistici previsti, a partire dalla Via Francigena fino alle strade del vino, sono riusciti a passare dal mercato immaginario a quello reale?

            Resta infine una convinzione di fondo: l’Italia turistica è essenzialmente un Paese mediterraneo e, nei confronti del mondo, occupa una posizione leader anche perché inserita in tale contesto. Occorre riscoprire quella concezione di mediterraneità che l’essere parte della Ue ha fatto in parte dimenticare.