“Commenti&Analisi” Solo con il dialogo si costruisce nuova occupazione (T.Zanoletti)

15/04/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Commenti
Numero 090, pag. 1 del 15/4/2004
Autore: di Tomaso Zanoletti (presidente commissione lavoro del senato)
 
Solo con il dialogo si costruisce nuova occupazione
 
 
La fase ciclica riflessiva dell’economia mondiale ha fortemente influenzato la crescita economica dell’Italia. Nel 2002 il tasso di crescita del pil è stato dello 0,4%; nei primi due trimestri del 2003 la crescita è risultata addirittura leggermente negativa. Nonostante ciò il mercato del lavoro ha registrato risultati molto positivi: nel 2002 il numero di occupati è cresciuto di 315 mila unità (+1,5%). Tale tendenza si è confermata anche per gli anni 2003/2004: in base ai dati disponibili al gennaio 2004 si segnala un aumento degli occupati su base annua di 167 mila unità (+0,8%). La crescita ha interessato in misura maggiore la componente femminile ed è stata trainata dal settore dei servizi e in misura più limitata dall’industria in senso stretto.

Questi dati ci dicono che la nostra economia ha possibilità di ripresa e ancor più che i provvedimenti adottati per favorire il lavoro funzionano. Va ricordato anzitutto l’articolo 63 della legge finanziaria 2003, che stabilisce una revisione della disciplina del credito di imposta per nuove assunzioni a incremento di organico.

Viene prorogata l’applicazione dell’Istituto in questione fino al 31 dicembre 2006 pur subordinandola al rispetto di determinati limiti di spesa. Tale criterio si è reso necessario in base alla rilevazione che queste misure hanno in passato determinato un onere finanziario ampiamente superiore a quello previsto e in base alla richiesta del contesto sovranazionale che richiede l’abbandono di misure prive di tetto di spesa e una programmazione certa e razionale delle risorse. Va però evidenziato che l’entità della differenza tra la misura ordinaria del beneficio e quella spettante per le regioni obiettivo e le altre aree svantaggiate resta immutata e che si introduce una maggiorazione di 50 euro mensili per l’assunzione di soggetti di età superiore ai 45 anni. Quest’ultima previsione costituisce una novità piuttosto interessante. Sin d’ora, infatti, disposizione di maggior favore per i lavoratori anziani erano stabilite solo nell’ambito di incentivi particolari, come quelli relativi a soggetti in cassa integrazione straordinaria o iscritti nelle liste di mobilità. Ma va ricordata soprattutto la legge n. 30 (2003), la cosiddetta legge Biagi, e il relativo decreto legislativo n. 276 del 2003, che hanno dato concretezza alla maggior parte della legge delega per la riforma del mercato del lavoro.

Sappiamo bene che per creare occupazione bisogna rilanciare lo sviluppo economico e il sistema delle imprese; ma questo si ottiene anche aggiornando le norme del lavoro alla diversa e sempre mutante realtà economica. Si trattava del resto di seguire le indicazioni dell’Ue, di guardare alle esperienze positive fatte in altri paesi avanzati e anche agli effetti delle pur timide, e in parte depotenziate, novità del pacchetto Treu.

Contano anzitutto le misure destinate a dare vita a un sistema di servizi per l’impiego moderno ed efficiente, capace di realizzare un vero raccordo tra domanda e offerta, tra operatori pubblici e privati. In secondo luogo, quelle per favorire l’incremento dei tassi di occupazione regolare, specie con riferimento ai soggetti a rischio di esclusione sociale, ai giovani, alle donne e agli anziani anche attraverso forme contrattuali a orario modulato o ridotto. In terzo luogo, le forme di flessibilità regolata, funzionali non solo alla creazione di nuove possibilità occupazionali ma pure all’emersione delle molteplici forme di lavoro atipico o irregolare che oggi caratterizzano la nostra situazione. Di grande portata è poi la ridefinizione dei contratti a contenuto formativo, ripensati in modo tale da realizzare percorsi di formazione effettiva e coerenti con l’obiettivo dell’apprendimento lungo l’intero arco della vita. Quest’ultima misura è finalizzata anche a porre termine all’utilizzo in proprio delle forme di lavoro miste a formazione nonché a garantire uno sviluppo adeguato dei processi d’esternalizzazione tali da consentire al sistema delle imprese di beneficiare delle logiche di rete e degli investimenti in capitale digitale e tecnologia contrastando le forme fraudolenti di decentramento produttivo.

Occorrerà naturalmente completare al più presto la riforma per raggiungere tutti gli obiettivi della legge delega e per coniugare veramente le esigenze di flessibilità con quelle di evitare la precarietà. Bisognerà dunque approvare al più presto l’As 848-bis, che contiene il primo nucleo della riforma degli ammortizzatori e delle tutele. La situazione delle tutele è attualmente del tutto insufficiente sia per la quantità sia per la qualità e lo sarà ancor più se di fronte alle novità introdotte queste non verranno non solo ampliate ma anche ripensate.

Penso però che la partita per il futuro dell’occupazione e del nostro paese si giocherà sulla capacità del governo e delle parti sociali di riprendere un dialogo e un confronto vero. Il governo deve fare la sua parte; ma anche i sindacati devono essere veramente disponibili. I sindacati in particolare non devono dimenticare il grande ruolo che è stato loro riconosciuto dalle nuove leggi sul lavoro. Penso soprattutto ai numerosi rinvii, alla contrattazione collettiva contenuti nel decreto legislativo e ai compiti attribuiti agli enti bilaterali. Questo ruolo richiede un sindacato non pregiudizialmente antagonista ma predisposto a contribuire ad affrontare e a vincere le sfide dell’ammodernamento e dell’adeguamento del nostro sistema. Le difficoltà economiche come non aiutano il governo così non agevolano i sindacati. Ma guai se quelle organizzazioni, che hanno sottoscritto il Patto per l’Italia e che hanno contribuito tanto meritatamente a costruire un futuro, si tirassero indietro. (riproduzione riservata)

Tomaso Zanoletti
presidente commissione lavoro del senato