“Commenti&Analisi” Prima bisogna fare chiarezza (A.Martone)

11/09/2003



        Giovedí 11 Settembre 2003

        ITALIA-LAVORO


        Prima bisogna fare chiarezza
        La commissione pronta ad ascoltare le indicazioni delle confederazioni sulla bozza
        di ANTONIO MARTONE*

        *Presidente della Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali

        L’iniziativa della Commissione di garanzia di adottare alcune indicazioni di massima in tema di incidenza dello sciopero generale sui servizi pubblici essenziali ha suscitato polemiche che consigliano alcune precisazioni, anche in vista dei previsti incontri con le confederazioni sindacali.
        Il problema dello sciopero generale è all’attenzione della Commissione fin dal suo insediamento. Negli ultimi mesi del 2002, infatti, erano stati proclamati due scioperi generali per i quali, all’atto dell’insediamento dei nuovi componenti, era stata già aperta, ma non conclusa, la procedura di valutazione. Altri scioperi generali sono stati egualmente proclamati nel corso dei primi mesi del 2003.
        Partendo dalla constatazione che il legislatore del ’90 aveva escluso dalla disciplina sullo sciopero nel settore solo il caso di scioperi proclamati in difesa dell’ordine costituzionale o per gravi eventi lesivi dell’incolumità dei lavoratori, e non anche lo sciopero generale, la Commissione ha ritenuto di dover esaminare entro quali limiti, in occasione di scioperi generali, si possa derogare alla disciplina legislativa volta a contemperare il diritto di sciopero con gli altri diritti della persona costituzionalmente tutelati. In questa prospettiva, nel luglio scorso, ha predisposto una bozza inviata ai segretari generali delle confederazioni sindacali presenti nel Cnel, chiedendo le loro osservazioni e i loro suggerimenti in proposito.
        Si tratta di individuare in via interpretativa, preventivamente e sul piano generale, quali norme della disciplina generale possano non trovare applicazione nella considerazione delle peculiarità e dell’eccezionalità dello sciopero proclamato da una o più confederazioni per tutte le categorie di lavoratori. Così, dato che lo sciopero generale non ha per oggetto rivendicazioni contrattuali, si è proposto di escludere l’obbligo del preventivo svolgimento delle procedure di rarefazione e conciliazione. E allo stesso modo, pur ritenendo valido il principio dell’intervallo (generalmente di dieci giorni) tra due scioperi nello stesso settore, la bozza tenta di coordinare lo sciopero generale con altri scioperi concomitanti proclamati in precedenza ed esclude che la proclamazione dello sciopero generale debba essere adottata, come avviene per gli scioperi di categoria, soltanto dopo l’effettuazione dello sciopero precedente. La Commissione ha fatto fondamentale riferimento all’esigenza di assicurare che il servizio pubblico non subisca interruzioni in giorni tra di loro ravvicinati.
        Le deroghe previste alla disciplina generale impongono di precisare la nozione di sciopero generale e individuare i soggetti legittimati a proclamarlo. Su quest’ultimo punto, la Commissione ha ritenuto di dover far riferimento alle singole confederazioni tendenzialmente dotate di diffusa rappresentanza in tutte le categorie di lavoratori. La soluzione non implica che lo sciopero generale, riguardante anche i servizi pubblici essenziali, non possa essere proclamato da altre organizzazioni sindacali, con la sola conseguenza che, in questo caso, dovrà trovare applicazione l’ordinaria disciplina. Su questo punto e su tutto il contenuto della bozza, la Commissione è pronta ad ascoltare le indicazioni delle confederazioni. L’unico intento è addivenire preventivamente a una chiara e trasparente interpretazione della disciplina vigente sul modo in cui, anche in caso di sciopero generale, l’esercizio del diritto dei lavoratori possa trovare contemperamento con i diritti della persona costituzionalmente tutelati.