“Commenti&Analisi” Per il giusto salario

15/07/2004


        sezione: COMMENTI E INCHIESTE
        data: 2004-07-15 – pag: 10
        Per il giusto salario
        Dietro l’asettico comunicato dell’Istat («L’Istituto nazionale di statistica ha firmato una convenzione con Unioncamere e Istituto Tagliacarne per la costruzione di indicatori delle parità di potere d’acquisto a livello territoriale») si potrebbe nascondere una svolta nell’intero sistema delle relazioni industriali.
        Dal tempo delle "gabbie salariali" in poi la questione della contrattazione territoriale è sempre stata un punto di contenzioso del negoziato salariale.
        L’unificazione delle scale retributive a livello nazionale, mentre sembrava rendere omaggio all’"unità d’Italia", in verità strattonava ciecamente il costo reale del lavoro, con conseguenza dannose sia per i conti delle imprese che per l’equità delle retribuzioni.
        Il problema è duplice: non solo è diversa la produttività al Nord e al Sud, ma anche il costo della vita è diverso.
        L’eguaglianza nominale del salario veniva quindi a configurare non solo un aggravio del costo del lavoro per gli insediamenti in Meridione, ma anche una iniquità di trattamento fra coloro che, con lo stesso salario, dovevano pagare costi della vita molto diversi.
        La produttività può essere quantificata, ma per misurare le diversità nel costo della vita non basta l’evidenza aneddotica.
        Ci vogliono rilevazioni sul campo che esistono da molto tempo a livello internazionale: è possibile confrontare, attraverso il calcolo delle "parità di potere d’acquisto" (Ppa), il costo della vita nei diversi Paesi.
        L’Istat da molti anni partecipa diligentemente agli esercizi statistici internazionali sulle Ppa, ma non ha mai creduto opportuno ripetere l’esercizio a livello interno. E il paradosso è che fino a oggi potevamo confrontare il livello del costo della vita in Bangladesh e in Finlandia, ma non nelle Puglie e nel Piemonte.
        C’è da augurarsi che questo inspiegabile ritardo venga presto colmato, e che vi sia presto a disposizione dei negoziatori uno strumento essenziale per restituire ragione e giustizia al sistema di contrattazione salariale.