“Commenti&Analisi” Pensioni: troppi gli errori del governo- M.Piccinini

27/06/2003

      venerdì 27 giugno 2003

      Pensioni: troppi gli errori del governo

      MORENA PICCININI*
      *segretaria confederale della Cgil nazionale

      Contro i tagli alle pensioni. Se il governo pensa di risanare il bilancio dello Stato attraverso tagli alle pensioni troverà sulla sua strada un durissimo scontro sociale perché nessun lavoratore o pensionato sarà disponibile a veder messi in discussione i propri diritti previdenziali per riparare gli errori fatti in questi due anni dal governo stesso.
      È sempre più evidente che la manovra che viene anticipata dalle notizie di stampa non
      ha nulla a che vedere con la sostenibilità del sistema previdenziale che, dalla riforma in
      poi, ha in sé le garanzie per una sostenibilità sia a breve che a lungo termine. Questo
      aspetto pare non sia più nemmeno terreno di discussione, surclassato com’è dalla brama
      tremontiana di racimolare risorse per coprire i buchi al bilancio dello stato che sta producendo la dissennata politica economica in atto.
      Ipotesi inaccettabili. Ogni ipotesi avanzata è per noi assolutamente inaccettabile: dal
      blocco delle finestre per l’accesso alle pensioni di anzianità, ai disincentivi, qualsiasi sia
      la loro entità, alla riduzione dei tempi per l’andata a regime della riforma Dini, alla estensione del calcolo contributivo, per non parlare di un fantomatico contributo di solidarietà a carico di chi è già in pensione di anzianità. Solidarietà a chi? Forse a chi non
      paga le tasse e si è lavato la coscienza con un condono irrisorio, e ora pretende l’applicazione della delega fiscale con una ulteriore riduzione delle imposte per i redditi alti. Ricordo che il sistema previdenziale in essere ha già comportato e sta comportando
      sacrifici sia per lavoratori che per pensionati, sacrifici ancora in atto che a nessuno è
      permesso dimenticare.
      E la delega previdenziale che fine ha fatto? È importante che il dibattito parlamentare sia
      stato sospeso, tuttavia essa rimane depositata con tutto il suo contenuto dirompente a
      partire dalla decontribuzione. Se il governo vuol risparmiare, è evidente che pensa che
      la decontribuzione, ossia il regalo contributivo alle imprese per i nuovi assunti, debba
      essere pagata dai lavoratori attraverso una riduzione delle prestazioni pensionistiche.
      E ancora: il bilancio preventivo dell’Inps si prospetta in difficoltà, per almeno 500 milioni
      di euro, per effetto della confluenza dell’Inpdai con tutto il disavanzo connesso senza
      alcuna copertura da parte dello Stato. Pensano forse che saranno i tagli alle pensioni
      dei lavoratori dipendenti a pagare il disavanzo provocato dalle prestazioni garantite
      ai dirigenti d’azienda? Troppi sono gli errori compiuti in questi due anni dal governo,
      ora non possono pensare di risolverli addossandoli a coloro che già si sono fatti carico
      responsabilmente di costruire un sistema che garantisca sostenibilità economica insieme
      a tutela dei diritti ed equità tra le generazioni.
      Abbiamo già dato, ora abbiamo solo dei crediti su questa materia e verso questo governo.
      Come sindacati Cgil-Cisl-Uil stiamo ancora attendendo le risposte dovute alle nostre osservazioni alla delega previdenziale. Vogliamo risposte chiare, in tempi brevi sull’intera
      materia che, proprio per le caratteristiche e la delicatezza di un sistema previdenziale,
      ha bisogno di stabilità e certezza di diritto, non di scorribande motivate da fini opposti
      e da pressappochismo che determina allarme sociale e inevitabile conflitto.