“Commenti&Analisi” Pensioni Boomerang (G.Berta)

09/07/2003


mercoledì 9 Luglio 2003

GLI EFFETTI DELLA RIFORMA SUL SISTEMA INDUSTRIALE
PENSIONI BOOMERANG
di Giuseppe Berta

LA questione delle pensioni torna a incombere con tutto il proprio peso sulla scena della politica economica. Ma questa volta con un carattere di urgenza che fa di essa un nodo sempre più difficile da rinviare, come ha osservato Mario Deaglio sulle colonne di questo giornale lunedì 7 luglio. Dopo i numerosi richiami degli ultimi mesi alle «riforme strutturali» (un’espressione che è diventata quasi sinonimo di un nuovo e più radicale intervento sulla struttura della previdenza), l’agenda politica del governo sembra non poter più evitare uno scoglio che molti parlamentari vedono come la minaccia più consistente che può mettere a rischio la tenuta e la continuità dell’esecutivo. D’altronde, durante il mese di giugno la Francia di Raffarin ha mostrato quali tensioni possano generarsi quando si pone mano a una revisione profonda dei criteri di anzianità che regolano il diritto alla pensione. Per giorni e giorni l’economia francese ha pagato lo scotto di una ripresa molto intensa dei conflitti sociali, che ha avuto ripercussioni anche sullo stato dei trasporti e delle comunicazioni con i paesi limitrofi, a cominciare dall’Italia.
Da noi è fin troppo evidente l’entità dell’opposizione sociale che potrebbe dispiegarsi dinanzi a misure rilevanti di allungamento dei requisiti per l’età pensionabile. Ma l’acuirsi della conflittualità e dei contrasti negli schieramenti politici non rappresenta tuttavia l’unico costo, anche se il più grave e immediato, di un intervento sulla previdenza. Un’altra conseguenza, che affiora meno ma non è per questo trascurabile, sta nel fatto che ciò porrebbe definitivamente in crisi la strategia a lungo adottata per affrontare i processi di ristrutturazione produttiva.
Chiunque guardi alla storia industriale recente del nostro Paese sa bene che prepensionamenti e mobilità «lunga» (capace cioè di accompagnare gradualmente i lavoratori in esubero verso la pensione) sono stati tasselli fondamentali nella politica di gestione delle crisi aziendali che si sono succedute.
Allo stesso modo, le pensioni di anzianità hanno permesso di sostituire e ringiovanire il personale delle imprese, avvantaggiandosi spesso dei margini di flessibilità assicurati da una forza lavoro più giovane e a minor costo, grazie alle nuove tipologie del contratto di lavoro. Se davvero si operasse la riforma rigorosa delle pensioni che da più parti si auspica, quest’atto sancirebbe la fine di un modello consolidato di gestione delle crisi e delle trasformazioni dell’industria. Ciò implica che occorrerebbe avviare un parallelo, complesso lavoro tendente a riprogettare gli ammortizzatori sociali e, in generale, il sistema del welfare italiano. In altre parole, insomma, la riforma delle pensioni è destinata a innescare una serie di reazioni a catena non soltanto di natura politica, ma negli istituti delle garanzie sociali. Una prova ulteriore, se ve ne fosse bisogno, che si tratterebbe davvero di una piccola rivoluzione.