“Commenti&Analisi” Nuove strategie per il turismo (R.Ruozi)

20/10/2004

            mercoledì 20 ottobre 2004

            sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 17
            INTERVENTO
            Nuove strategie per il turismo
            Pubblichiamo ampi stralci del- la prolusione che Roberto Ruozi, presidente del Touring club italia- no (che quest’anno compie 110 anni), pronuncerà oggi all’Uni- verstà di Roma Tor Vergata al ricevimento della laurea honoris causa in Beni culturali per la ge- stione dei sistemi turistici.

            di ROBERTO RUOZI

            I fatti sembrano far emergere un trend calante delle nostre attività turistiche. Un allarme particolare si è avuto l’estate scorsa, allorchè si sarebbe registrato un numero di visitatori e di presenze largamente inferiore a quelli degli anni precedenti. Per il rilancio occorre sciogliere alcuni nodi chiave.

            Dati e statistiche. I dati pubblicati sul turismo sono carenti e talora contrastanti. Si conoscono alcuni aspetti qualitativi del problema, che in larga parte non sono quantificabili con certezza. Senza un’adeguata e tempestiva rete di rilevazione non si potranno mai avere nè un’efficace politica turistica nè un’efficiente gestione degli operatori.

            Domanda e offerta. Gli aspetti qualitativi della domanda di servizi turistici in Italia sono fortemente cambiati rispetto a quelli relativamente stabili del passato e tutto lascia presumere ulteriori cambiamenti di cui l’offerta deve necessariamente tener conto. Per lungo tempo quest’ultima ha di fatto condizionato la domanda. Ora accade esattamente il contrario e di questo gli operatori e le pubbliche autorità devono tener conto.

            Marketing e promozione. Da quando è stata varata la legge sul turismo, che ha previsto il passaggio delle competenze in materia dal Governo centrale alle Regioni, nel settore c’è grande confusione. L’Enit è stato costretto entro limiti sempre più angusti. Le Regioni si sono mosse disordinatamente e così Province e Comuni. È sensazione generale che i costi della promozione turistica in Italia siano fortemente aumentati con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Per cercare di ribaltare la situazione occorrono prodotti e servizi che incontrino il favore della domanda domestica e internazionale.

            Il ruolo centrale dello Stato. Dopo un torpore durato anni, il dialogo fra Stato e Regioni sembra ripreso. Il principale risultato è la proposta di modifica del testo della Costituzione che prevede di introdurre fra le competenze dell’Amministrazione centrale la «promozione internazionale del sistema Paese». Il testo di questa proposta è generico, ma è evidente che esso mira a sancire che la promozione turistica dell’Italia non può essere delegata ad Amministrazioni locali di nessun genere.

            Enit sì, Enit no. Si rimette in discussione positivamente il ruolo dell’Enit, che peraltro secondo quanto emerge dalle iniziative politiche in atto dovrebbe essere potenziato secondo formule giuridiche nuove con compiti più ampi di quelli storici. Sarebbe auspicabile che al nuovo organismo venissero affidate anche le problematiche statistiche.

            Capacità di attrazione. La semplice esistenza di beni ambientali, artistici e culturali non basta da sola ad attrarre in un determinato territorio un numero di visitatori capace di dare soddisfazioni economiche agli operatori turistici e di giustificare i loro investimenti. Affinché questo accada occorre che i beni suddetti siano noti ai terzi e che la comunicazione raggiunga e convinca un numero di visitatori in grado di far raggiungere almeno il pareggio economico alle imprese degli operatori. A questi fini sono necessari investimenti pubblici e privati.

            Investimenti pubblici e privati. I primi riguardano la rete dei trasporti, delle comunicazioni, la sicurezza, la predisposizione in loco dei servizi pubblici essenziali (ad esempio quelli sanitari). Gli investimenti privati riguardano ancora i trasporti, l’accoglienza alberghiera, la ristorazione, il commercio, l’artigianato.

            Integrazione e stagionalità. La preparazione delle aziende turistiche ad affrontare una stagionalità meno accentuata di quella che ancora oggi caratterizza larga parte del turismo, accogliendo un turnover assai più rapido della clientela, l’integrazione delle singole aziende turistiche nel sistema di accoglienza che caratterizza il territorio in cui sono inserite, la diversificazione e l’arricchimento dell’offerta allo scopo di allargare la gamma dei potenziali utilizzatori.

            La formazione. Il ricorso ad una massiccia azione formativa a tutti i livelli è indispensabile. Nell’ambito delle azioni formative cui gli operatori turistici italiani dovrebbero dedicare una maggiore attenzione rientrano certamente quelle di livello universitario e post-universitario. I dati mostrano un vero e proprio «boom» dell’offerta accademica.