“Commenti&Analisi” Le vacanze diventano «casalinghe» (A.Noto)

27/07/2005
      del Lunedì
    lunedì 25 luglio 2005

      IN PRIMO PIANO – pagina 5

        Le vacanze diventano «casalinghe»
        Le famiglie continuano a ridurre spese e durata dei periodi di riposo

        L’estate del 2005, dal punto di vista delle abitudini comportamentali del "popolo dei vacanzieri", segnerà importanti cambiamenti sia in relazione alla scelta di effettuare vacanze, sia alla durata del periodo da trascorrere fuori casa. Quasi la metà della popolazione, il 42%, non ha intenzione di andare in vacanza. Nel 2004 tale percentuale era del 36%, quindi in un anno si è incrementata del 6 per cento. La crescita del numero di coloro che hanno deciso di non trascorrere un periodo fuori casa dipende principalmente da fattori economici, così come ha dichiarato il 58 per cento.

          Se a questo si aggiunge il risultato che per 6 italiani su 10 le vacanze saranno di durata inferiore rispetto a quelle dello scorso anno, si registra un profondo mutamento in atto nello stile di vita degli italiani: la fruizione ludica del tempo libero è un costo e il portafoglio più leggero sta influenzando la formazione di nuovi comportamenti sociali. O meglio si sta evidenziando anche un nuovo modo di "vivere" il periodo estivo, in compromesso con i problemi economici. Si rinuncia alla vacanza classica, intesa come soggiorno in una località turistica, e si vive il periodo di ferie cambiando i propri comportamenti quotidiani, pur rimanendo a casa propria.

          Questa nuova tendenza del "turismo casalingo" interessa la maggior parte, il 55%, di coloro che dichiarano che non trascorreranno soggiorni fuori casa. Pertanto la crisi economica in atto sembra che stia generando un nuovo modo di consumare le vacanze. Questo condizionerà anche l’economia legata al turismo, che in futuro dovrà prevedere nuove forme di offerta legate
          proprio alla diversa fruizione delle vacanze.

          I cambiamenti dei comportamenti sociali si misurano su dati di lungo periodo, ma la registrazione del trend degli ultimi anni fornisce uno scenario in movimento che lascia presagire che tale comportamento è destinato a
          incrementarsi e non a diminuire.

          Ma chi va in vacanza come si comporta? La maggior parte rimane in
          Italia, il 71%, e per un terzo degli italiani le ferie estive non superano una settimana; solo un ulteriore 31% trascorre due settimane, cosicché per il 64% dei cittadini il periodo di vacanze estive si risolve al massimo in quindici giorni.
          Quindi, se le ristrettezze economiche incidono sulla quantità di giornivacanza,
          anche la scelta della tipologia di alloggio risulta condizionata dal problema economico. Un numero minore di persone soggiorna in hotel, mentre sale la percentuale di chi opta per il camper, per la vacanza in campeggio, per il B&B. Per la maggior parte di questi non si tratta di una scelta "naturalistica",
          ma di comportamenti legati a variabili economiche. Di fatto il 78% degli interpellati riferisce aumenti di prezzo generalizzati ed estesi a ogni settore del consumo estivo, ma i costi degli alberghi e dei ristoranti sono percepiti in maggiore aumento, mentre si registrano basse variazioni di incremento nei mezzi di trasporto.

          Le agenzie di viaggio rappresentano il canale prioritario di informazione turistica per la scelta del viaggio per il 37% della popolazione, ma non è da sottovalutare il "fai-da-te" che coinvolge una grande quantità di persone. Anche l’utilizzo di Internet è un comportamento in continua crescita e oggi rappresenta il 13 per cento.

          Il mezzo di trasporto maggiormente utilizzato rimane l’automobile per il 47%, tuttavia un quarto dei vacanzieri viaggerà in treno, mentre il 15% si imbarcherà su un aereo e il 10% su una nave. Al di là del portafoglio più leggero, in estate gli italiani spendono per il "divertimentificio" molto più che negli altri mesi dell’anno. Se infatti durante l’inverno la spesa procapite per attività ludiche è di 111 euro, nel periodo estivo si incrementa di circa 50 euro,
          arrivando a 167 euro mensili.

          Quindi l’economia legata al turismo in futuro dovrà riequilibrarsi rispetto alle nuove tendenze di consumo, tendenze in mutamento anche nei "vacanzieri tradizionali" che, pur non rinunciando alle vacanze, mutano le scelte e i comportamenti.

            ANTONIO NOTO
            direttore Ipr Marketing