“Commenti&Analisi” Le aziende obiettivo mancato del governo (G.Turani)

09/11/2004


              SUPPLEMENTO AFFARI & FINANZA di lunedì 8 novembre 2004

              COPERTINA pag. 1

              Le aziende obiettivo mancato del governo

              il punto

              GIUSEPPE TURANI

              E’ possibile che il governo stia per commettere il secondo grande errore strategico della sua vita. Il primo, come si sa, è stato quello di non capire (già nel 2001) che il vento era girato e che stava entrando in un lunga fase di stagnazione (almeno mille giorni, che sono tanti), e che quindi sarebbe stato utile e saggio cambiare registro e musica.

              Da quella scelta sbagliata è uscita una politica economica che non aveva alcun rapporto con la realtà, e che invece di essere solidamente anticongiunturale, si nutriva di sogni.

              Adesso, ripeto, è possibile che si stia per sbagliare un’altra volta. Vediamo perché. In America le urne si sono chiuse e Bush ha vinto. Questo significa che la politica economica americana va avanti sui binari già posti lungo il terreno. E si sa che uno di questi binari porta scritto "svalutazione del dollaro", che infatti è già cominciata.

              Ma perché si svaluta il dollaro? Non certo per antipatia verso il biglietto verde. Il dollaro verrà svalutato perché così l’industria americana sarà più competitiva nei confronti di quella europea e quella europea sarà meno competitiva nei confronti di quella americana. Insomma, il deficit commerciale americano (enorme) verrà risanato (se ci riusciranno) attraverso una vera e propria guerra commerciale degli Stati Uniti contro l’Europa. Poi è vero che noi siamo i migliori amici di Bush, ma la guerra sarà anche contro di noi.

              In queste condizioni è ovvio che la prima preoccupazione del governo dovrebbe essere quella della competitività del nostro sistema industriale. E quindi, visto che si fanno acrobazie per mettere insieme soldi per distribuire agevolazioni fiscali, è del tutto chiaro che una buona quota di queste risorse andrebbero spese in direzione del sistema industriale per togliergli dalle spalle alcune penalizzazioni eccessive che sono sempre lì (spaventoso costo dell’energia, eccessivo carico contributivo, ecc.).
              Insomma, questo è esattamente il momento in cui occuparsi delle aziende.

              Invece, sembra di capire che si marcia nella direzione di dare un po’ più di soldi ai consumatori. Con il risultato che questi soldi verranno spesi esattamente come Bush vuole: nell’acquisto di prodotti americani (ma anche giapponesi, cinesi e coreani). Bush si sta organizzando per invaderci dal punto di vista commerciale e noi, saggi, cerchiamo di mettere un po’ di soldi in più in tasca alla gente in modo che quando le aziende americane arriveranno trovino dei consumatori abbastanza pronti a spendere. Follia.