“Commenti&Analisi” La nostra proposta di fronte (G.Patta)

02/11/2005
    mercoledì 2 novembre 2005

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    L’intervento

      ASSISE «Questa fase richiede a tutti un grande sforzo di rinnovamento: è necessario un nuovo modello economico globale»

        La nostra proposta di fronte
        all’emergenza sociale ed economica

          Gianpaolo Patta *
          * segretario confederale Cgil


          Parte il congresso della Cgil che coinvolge 5 milioni e mezzo di iscritti e sessantamila mila luoghi di lavoro. Un congresso che si svolge con un unico documento figlio della ricca stagione di mobilitazioni che abbiamo alle spalle e che ha sempre visto una grande coesione della Cgil.Un quadro profondamente diverso da quello dell’ultimo congresso di Rimini.

          Lì la Cgil ritrovava unità solo nella fase finale, perchè profondamente attaccata dal Governo Berlusconi, in un quadro di divisioni tra le organizzazioni sindacali. In questi anni abbiamo svolto un fondamentale ruolo democratico di opposizione a questo Governo, non solo in difesa dei diritti dei lavoratori, ma insieme ad altri movimenti siamo stati partecipi di grandi iniziative per la pace, per la difesa della democrazia, per l’autonomia della magistratura, per il pluralismo nell’informazione. In queste lotte, mai settarie e che abbiamo condotto insieme a tanti soggetti, c’era il germe della ricomposizione unitaria anche con le altre organizzazioni sindacali. Siamo in campo contro la finanziaria, unitariamente, siamo in campo contro le modifiche alla Costituzione Italiana. Siamo preoccupati della modifica della legge elettorale. Una Cgil quindi unita nel suo interno che ha riallacciato rapporti importanti con le altre confederazioni, e che ha svolto positivamente il proprio ruolo; che innova la linea politica e celebra il congresso prima delle elezioni per parlare al Paese e alle forze politiche che si candidano a guidarlo in alternativa a Berlusconi. Con singolare coincidenza questa organizzazione celebrerà unita i 100 anni della propria storia che sono anche 100 anni della storia del Paese. Una organizzazione antica, ma forte, robusta e giovane nel proprio insediamento nel Paese. La Cgil chiede a tutti un grande sforzo di rinnovamento: proponiamo una lettura nuova della globalizzazione, mettiamo in luce le disuguaglianze tra paesi e aree sociali a livello mondiale. La necessità di una nuova governance, di un rilancio dell’ONU, del ritiro delle truppe italiane dall’Iraq, di un nuovo modello economico globale che non sia segnato da un liberismo senza regole.

          E chiediamo anche un rinnovamento della politica italiana ed europea. La necessità di battersi con più decisione per una Europa politica, sociale, democratica e per la difesa ed il rilancio del modello europeo che in Italia non può che passare attraverso il superamento della riproposizione delle vecchie politiche anche del vecchio centro sinistra. Programmazione democratica e dell’economia, nuovo intervento pubblico, nuova distribuzione dei redditi, rinnovamento dello stato sociale che dovrà allinearsi ai parametri europei. Segnali di attenzione importante per i giovani contro la precarietà che li colpisce, per una istruzione fino a 18 anni, per un accesso diverso anche alla cultura universitaria.

          Confermando pertanto non solo le abrogazioni o cancellazioni delle leggi negative di questo Governo: dalla legge 30 alla Moratti, alla Bossi-Fini, ma anche riproponendo non un ritorno al passato, guardando al futuro con una nuova proposta complessiva. Una sfida che comporterà per noi anche il cimentarsi con un nuovo modello di sviluppo ed un reperimento diverso delle risorse necessarie. A cominciare da una redistribuzione delle rendite finanziarie che sono state un peso eccessivo sul Paese e che ne hanno favorito il declino. Nuovo sviluppo produttivo contro la finanziarizzazione e una distribuzione dei redditi a favore dei lavoratori dei giovani, dei pensionati. Quella della Cgil è una grande sfida. Il nostro contributo sarà importante anche nella definizione del nuovo programma di Governo.