“Commenti&Analisi” La domenica resti un giorno di festa – di C.Costalli

02/05/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
103, pag. 4 del 1/5/2003

di Carlo Costalli*
(*) Presidente del movimento cristiano lavoratori – Mcl

L’intervento
Proposta del Movimento cristiano lavoratori

La domenica resti un giorno di festa

Rispetto agli anni scorsi, questa volta in occasione del 1° maggio ci sono i dati incoraggianti dell’Istat sul positivo andamento dell’occupazione a togliere di torno il malumore e le angosce per la sorte di chi non ha un posto di lavoro, ma il futuro aspetta di essere costruito giorno per giorno, quindi non ci si può sedere sugli allori. Perché se è vero che l’economia tutto sommato sta andando benino e che la disoccupazione non è mai stata bassa come in questo periodo, è vero anche che all’orizzonte si profilano le nubi di un referendum totalmente sbagliato sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, con l’inutile e pericoloso carico di tensioni sociali e politiche che si porta dietro e che rischia di alimentare un conflitto di cui nessuno sente il bisogno.

Noi del Movimento cristiano lavoratori quest’anno abbiamo voluto ridisegnare la nostra riflessione per il 1° maggio, puntando su un argomento che forse a molti non appare in tutta la sua gravità, ma che noi riteniamo fondamentale per la tenuta del tessuto sociale e umano del nostro paese. Stiamo parlando del problema della domenica lavorativa, che è portatore di molte preoccupazioni per le relazioni umane e familiari. In troppi ambiti di lavoro infatti, senza che ve ne sia un reale bisogno, in termini di utilità pubblica, il lavoro domenicale è stato messo sullo stesso piano di quello di un qualunque altro giorno della settimana. Ciò da una parte fa sì che la ´produttivizzazione’ del tempo dell’uomo sia praticamente completa, creando il lavoratore a ciclo continuo, sette giorni su sette; dall’altro pone enormi limiti a una normale e serena vita nelle nostre famiglie e, per i cristiani, costituisce anche un problema dal punto di vista religioso.

In quest’ottica e con questo spirito, il Movimento cristiano lavoratori ha deciso di lanciare una campagna nazionale di formazione, sensibilizzazione e stimolo dell’opinione pubblica, che sfocerà in un appello pubblico alle istituzioni finalizzato a promuovere il carattere festivo della domenica.

Ormai da troppo tempo assistiamo a una progressiva estensione del lavoro domenicale, soprattutto in attività che non lo necessitano dal punto di vista tecnico-produttivo e in servizi non di sostanziale utilità pubblica. Ciò significa che i molti lavoratori via via coinvolti in questo processo effettuano il riposo settimanale in un giorno feriale qualsiasi.

A nostro avviso, permettere che anche la domenica diventi un giorno come gli altri significa incoraggiare una cultura già tutta protesa al guadagno, al profitto, al consumo. Non a caso Mcl ha voluto lanciare la raccolta delle firme in tutta Italia proprio a partire dalla Festa del 1° maggio.

Questa festa è anche un’occasione per ricordare che il nostro mercato del lavoro, nonostante i progressi degli ultimi tempi, necessita di adeguate riforme. Molto si è fatto, moltissimo resta da fare. C’è da chiedersi che cosa sarebbe successo all’andamento dell’occupazione e alla creazione di nuovi posti di lavoro se si fossero introdotte più rapidamente le riforme, con tutto il loro corollario di nuove norme agevolative. A un anno di distanza dalla morte del prof. Marco Biagi e mentre stiamo affrontando un referendum sull’art. 18, che è l’opposto di quanto Biagi auspicava, è necessario rilanciare il dialogo sociale, assecondare tutte le aspirazioni riformiste di chi pensa e lavora per progettare un nuovo e più efficiente mercato del lavoro e battere la dura opposizione alle idee di modernità di Biagi, che ancora è viva nell’ambito di alcuni settori politici, sociali, sindacali, accademici.