“Commenti&Analisi” La Covip difende il suo ruolo (F.Ortolani)

26/01/2004


26 Gennaio 2004

LA PAROLA ALL’AUTHORITY

La Covip difende il suo ruolo

Il crack della Parmalat ha di fatto accelerato le ipotesi di riforma degli organismi preposti al controllo delle società che operano in Borsa e delle operazioni che in generale coinvolgono il risparmio. In attesa della definizione delle nuove regole inviterei il governo a non ignorare la specificità del risparmio previdenziale, che ha natura diversa da quello puramente finanziario.
I fondi pensione presentano una differenza importante rispetto agli altri fondi d’investimento: non sono intermediari finanziari ma soggetti no profit che hanno il compito di assicurare stabilità al risparmio previdenziale. Nell’ambito del mercato dei capitali sono investitori proiettati sul lungo periodo, con il compito di tutelare tra l’altro le esigenze di sicurezza sociale.
La vigilanza sui fondi pensione ha lo scopo precipuo di monitorare le capacità organizzative, gestionali e finanziarie dei soggetti vigilati, di verificare che mantengano una linea coerente con l’obbiettivo fissato dalla legge di assicurare una più elevata copertura previdenziale ai loro iscritti. Dall’efficacia del controllo dell’attività dei fondi pensione dipende quindi il destino previdenziale di milioni di lavoratori italiani, un tema questo già di per sé meritevole di particolare attenzione, al di là dei pur legittimi propositi di razionalizzazione amministrativa.
Il progetto di riforma presentato dal ministro Tremonti fa riferimento al Regno Unito, un paese dove l’ordinamento previdenziale è diverso da quello italiano e riguardo alla previdenza complementare esiste una cultura ben più consolidata rispetto all’Italia. Qui ci sono due autorità di controllo per il risparmio: la Fsa (Financial services authority) l’Autorità che ha accorpato le competenza di varie Autorità, con il compito di dare indirizzi generali di carattere finanziario e l’Opra (Occupational Pensions Regulatory Authority), corrispettivo inglese della Covip, che mantiene un controllo «dedicato» sulla previdenza complementare e in particolare sui fondi pensione negoziali, condividendo con la Fsa solo quello sui fondi pensione individuali.
Auspicherei pertanto che dal progetto di riforma Tremonti possa uscire una Covip potenziata e rafforzata, in linea con il sistema britannico, con regole certe (come quelle attuali dettate dai ministeri dell’Economia e del Lavoro) per la gestione di un risparmio – che non mi stancherò mai di ripetere – tutto particolare: quello previdenziale.


Fabio Ortolani

commissario Covip