“Commenti&Analisi” Il maggioritario aiuta la demagogia sindacale (R.Bonanni)

29/03/2005

    martedì 29 marzo 2005

    L’INTERVENTO

      Il maggioritario aiuta
      la demagogia sindacale

        di Raffaele Bonanni
        Segretario confederale Cisl

          Ancora una volta, il professore Pietro Ichino dalle colonne del Corriere della Sera ha stigmatizzato la posizione della Cisl contraria ad un intervento legislativo sulla rappresentanza sindacale.

            E’ vero: la Cisl si è sempre opposta alla registrazione pubblica del sindacato con l’attuazione dell’articolo 39 della Costituzione. Non abbiamo mai riconosciuto una primazia della politica rispetto alle vicende sociali. Persino sullo Statuto dei Lavoratori (frutto delle lotte dei lavoratori e delle norme contrattuali), la Cisl ebbe non poche perplessità sulla necessità di un intervento legislativo.

              E’ nella nostra concezione della società, la indisponibilità a rinunciare alla regolamentazione diretta tra le parti sociali di tutto quanto attiene le loro relazioni e i rapporti di lavoro.

                Rispetto alla contrattazione, il Parlamento e la legge, secondo noi, possono svolgere solo una funzione di sostegno, di riconoscimento e valorizzazione, come è avvenuto in gran parte nella legislazione del lavoro di questi decenni. Non solo per motivi di principio: ma per la piena adeguatezza della contrattazione ad affrontare la dinamicità, la flessibilità, la complessità delle realtà del lavoro e delle relazioni industriali. Il trasferimento della «democrazia politica» e del sistema maggioritario anche al sindacato svuoterebbe la natura associativa del sindacato, annullando ogni distinzione di potere tra gli iscritti e gli altri che non si iscrivono, non pagano i contributi sindacali, non partecipano alla vita associativa. Si darebbe solo fiato ad un sindacalismo demagogico, di natura assembleare, corporativo.

                E’ questo che vuole Ichino? Trasformare il movimento sindacale in un surrogato del parlamento con una maggioranza ed una opposizione all’interno del movimento sindacale? Non è con una legge che si può risolvere la diversità storicamente esistente tra la cultura partecipativa della Cisl e quella antagonistico-conflittuale della Cgil.

                Il sindacato deve sviluppare la rappresentatività, promuovendo il dibattito con tutti i lavoratori e raccogliendone gli orientamenti sulle piattaforme, sull’andamento dei negoziati, sulle ipotesi di accordo. Ma devono essere gli organismi associativi a decidere le proposte e ad approvare i contratti.

                  Senza la determinazione su quei valori, con le dolorose rotture nei rapporti unitari dall’origine ai diversi passaggi critici della nostra storia sindacale, non esisterebbe in Italia un sindacato autonomo dai partiti, come storicamente è sempre stata la Cisl.