“Commenti&Analisi” I diritti non hanno colore (Epifani, Pezzotta, Angeletti)

17/12/2004

    venerdì 17 dicembre 2004

      I diritti
      non hanno colore

        Guglielmo Epifani
        Savino Pezzotta
        Luigi Angeletti

          Riemerge così anche una concezione di sviluppo al ribasso, sia nella qualità del lavoro e della convivenza che nei diritti delle persone; una politica che stiamo contrastando e che viene riproposta in una legge Finanziaria inadeguata a rispondere ai problemi, alle preoccupazioni e alle speranze del Paese.

            Il lavoro, naturalmente rappresenta un formidabile veicolo di integrazione interculturale, mentre invece oggi gli immigrati sono in assoluto fra i soggetti più deboli e soli, quindi preda prediletta di un mercato del lavoro che si basa sulla compressione dei diritti e dei costi.

            Per questo è necessaria una vera lotta al lavoro nero ed il superamento delle incongruenze combinate fra la legge Bossi – Fini e la legge 30, superando la precarietà che anche in questo modo viene generata. Per questo chiediamo che si rivedano le normative sul lavoro e sul permesso di soggiorno per superare una precarietà che alimenta il sommerso e l’illegalità.

              Il Governo ha, purtroppo, un’idea centralistica, anacronistica e inutilmente autoritaria della gestione del fenomeno migratorio: tutto passa, di fatto, per il Ministero dell’Interno. Noi pensiamo invece che alle istituzioni locali – che sono i soggetti che quotidianamente affrontano il tema dell’integrazione dei cittadini immigrati – debbano essere offerte competenze e strumenti per concretizzare una vera politica di accoglienza e integrazione, per valorizzare la risorsa immigrazione. Per questo l’adesione dell’Anci rappresenta un fatto importante ed una prova tangibile della possibilità di un’altra via per l’accoglienza e l’integrazione, così come dimostra anche l’adesione del Forum del Terzo Settore.

                Cgil, Cisl e Uil hanno messo a punto una piattaforma, confrontata in queste settimane con moltissime associazioni datoriali e con le forze del volontariato, che chiede l’approvazione di una legge organica sul diritto di asilo e la ratifica da parte del Parlamento della convenzione ONU sui diritti dei migranti, oltre all’inserimento nel Trattato Costituzionale Europeo della cittadinanza di residenza. Una piattaforma che pone il problema della regolarizzazione degli immigrati presenti sul territorio nazionale, che richiede il superamento del meccanismo delle quote d’ingresso (ridicole nelle quantità e paradossali nelle procedure) e l’istituzione di un visto di ingresso per chi cerca lavoro.

                  Sarebbe, inoltre, necessario l’aumento della durata del permesso di soggiorno a più di due anni e la certezza del rilascio e del rinnovo del permesso stesso, visto che oggi si deve aspettare, nel purgatorio dell’attesa, anche oltre un anno. Così come sarebbe altrettanto importante il superamento dei centri di permanenza temporanea.

                    Da ultimo ma non per importanza, abbiamo da tempo sottolineato come il diritto di voto, congiuntamente alla riforma della “cittadinanza”, rappresenti un diritto inalienabile e fondamentale per tutti i cittadini immigrati residenti. Il governo aveva annunciato di voler modificare la nostra legislazione, allineandola a quella di altri Paesi Europei, in tema di diritto di voto per i cittadini immigrati residenti in Italia: che fine ha fatto la proposta di legge?

                      Tre milioni di cittadini stranieri presenti sul nostro territorio rappresentano una realtà nuova, importante, strutturale che va affrontata con strumenti radicalmente mutati, con un diverso ruolo di tutte le istituzioni e una nuova politica dell’immigrazione che superi la Bossi – Fini.

                        Domani sarà una grande giornata di impegno sindacale, di festa, di colori, di lingue, di culture e di tradizioni che si incontreranno per un’Italia più giusta e solidale.

                          Perché costruire una buona e nuova politica per l’immigrazione è possibile.