“Commenti&Analisi” Forza e debolezza dei sindacati-G.Alvi

16/06/2003

    lunedì 16 giugno 2003

    Forza e debolezza
    dei sindacati
    di Geminello Alvi

      Mentre le hostess dell’Alitalia si danno malate,e sono in effetti sfiorite
      come le margherite rovinate dal caldo di questa estate,gli scioperi più vari
      dilagano in Europa.Sicché parrebbe ovvio dedurne una qualche ripresa
      di forze dei sindacati o almeno un intento d rivincita di cui il referendum
      darebbe conferma.Ma sarebbe errare:sindacati patiscono anche n Italia
      l’affanno di un irresistibile declino.Sono troppo spesso tristi linee Maginot
      di rendite che deindustrializzazione e lavoro autonomo hanno aggirato,
      e che solo alle abitudini della politica fa comodo fingere ancora utili.
      In effetti,mentre gli operai divenivano più rari,sindacati non hanno difeso
      abbastanza salari,neppure hanno creato epiche nuove per sostituire
      quelle scadute.Ogni volta a guardare ndietro lavoratori d una volta;con
      gli altri intenti ad amministrare paure e sempre meno prebende statali.
      Per il resto ncapaci di un ’epica nuova che entusiasmi e non recrimini.
      In Germania e in Olanda sindacati almeno recuperano iscritti con scon-
      ti vacanze e assicurazioni,n Italia eludono il declino più senilmente.
      Fingono che quanti erano giovani negli Anni Settanta lo siano ancora e
      per lo più pronti a fingere d esserlo,nebriati di sfilate e diritti finti.
      E in molti ancora camminano oppressi da caldo e artrite, mal appoggiati
      alle aste delle loro bandiere,talora con passi dondolanti d quando magari
      erano nei campi.
      Sono pensionati n affanno,ma sempre ligi al rito della sfilata.
      Con la quale,ingenui,hanno guadagnato a troppi,ferrovieri,poliziotti,
      villici,commercianti,d ’andare n pensione quarantenni.
      Il movimento reale delle cose che doveva ottenere l socialismo,o la traslazione
      del plusvalore in pensioni,ottiene questo grande effetto:avere ora più pensionati
      giovani che giovani lavoratori.Macome vi rimedia la Cgil?
      Tentando d ’inoculare nei giovani le ataviche paure dei vecchi con un referendum
      per ripicca.
      Ma tutto il sindacato s compiace del resto d una perniciosa attitudine
      ottocentesca:quella di pensare lavoratori come un movimento, leva per
      la riforma della società.Proprio mentre le classi si disarticolavano in sempre
      più lavori particolari.
      E sindacati a questi nuovi lavoratori parevano abili a difendere solo quelle rendite integrate dalle spese statali ben oltre contributi versati che sono le pensioni italiane.
      Del resto,persino nei deprecati Stati Uniti nell ’ultimo decennio per salariati le cose sono andate meglio. I salari americani hanno beneficiato della crescita del reddito in
      una misura impensabile in Italia. Né redditi da lavoro là sono stati oppressi dalle
      tasse per compiacere Maastricht ma al contempo non smettere la traslazione di
      redditi dai più giovani ai vecchi, dal lavoro alle rendite, pretesa dai sindacati.
      Come se fosse quella l ’unica reazione possibile allo scandalo d una crescita folle delle rendite patrimoniali. Comese rendita fondiaria,valori d Borsa,compensi stratosferici a manager si ridimensionassero solo proteggendo le rendite dei pensionamenti.
      Ecco spiegato l ’irresistibile declino dei sindacati,che né le cooperative e neppure le vacanze a Cuba eluderanno.
      Eppure gli Anni Novanta erano iniziati con qualche buon senso;gli accordi del luglio del 1992 e 1993 concessero,dopo quelli del 1984,di superare l ’aggancio dei salari a prezzi.
      E per quell ’accordo la svalutazione della lira in quegli anni divenne crescita e dunque più reddito per tutti,e non inflazione.Mail dopo è mancato.Il sindacato è voluto restare hegeliano: luogo d ’identificazione razionale d nteressi generali.
      Ma gli nteressi generali erano semmai d tassare patrimoni e non il lavoro, dunque
      diminuire le rendite, non carreggiare sfiatati vecchi in sfilate penose, o eccitare
      gli altri in odi amministrati contro la parte politica avversa dentro o fuori il partito.
      Quest’economia si compone ormai d lavori particolari:nella contrattazione il sindacato vi
      s’adatti.Guadagni quote d reddito ai lavoratori, e se la smetta di fingere generali degli nteressi che non lo sono.