“Commenti&Analisi” Federalismo professionale- N.Ferrelli

27/06/2003

ItaliaOggi (Enti Locali)
Numero
151, pag. 40 del 27/6/2003
di Nino Ferrelli

La proposta delle regioni.
Federalismo professionale

La potestà normativa affidata alle regioni nella materia delle ´professioni’ rappresenta una delle più significative innovazioni introdotte dall’art. 117, comma terzo, della costituzione riformata dalla legge n. 3/2001. Il ruolo che le regioni possono svolgere a favore di un forte sviluppo delle professioni è molto importante e si connette direttamente con il ruolo che esse esercitano in tutti i settori attinenti allo sviluppo economico del loro territorio, nel cui ambito le attività professionali hanno una importanza strategica. Questo nuovo ruolo delle regioni non trova adeguato riscontro nei ddl che sono attualmente in discussione in parlamento e, naturalmente, nella proposta elaborata dal sottosegretario Vietti in cui, incredibilmente, non compare neanche la parola ´regioni’

L’iniziativa delle regioni. Ciò ha indotto le regioni ad avanzare una propria proposta (si veda ItaliaOggi del 20/6/2003), da discutere con le forze sociali interessate e, in primo luogo, con gli ordini e con le associazioni rappresentative dei professionisti, affinché si possa addivenire a una legge che fissi in maniera adeguata i principi fondamentali ai quali la legislazione regionale dovrà attenersi e siano delineate con maggiore chiarezza le sfere dell’intervento normativo che, comunque, competono allo stato. Il punto di partenza di tale disegno istituzionale in materia di professioni deve, in ogni caso, essere quello della forte affermazione dei valori di autonomia e di professionalità che caratterizzano l’esercizio delle attività in questione, in un quadro di forte coesione ordinamentale, a salvaguardia dei valori di eguaglianza e di concorrenzialità che connotano il mercato delle prestazioni professionali. Il primo principio che deve essere affermato è quello del libero esercizio delle professioni intellettuali, cui si connettono i principi dell’autonomia del professionista come singolo e delle espressioni ordinistiche e associative che lo rappresentano. In questo quadro, che definisce un ambito fortemente coeso e unitario della disciplina delle professioni, l’attuazione del principio dell’attribuzione delle funzioni legislative e regolamentari alle regioni.

Caratteri dell’iniziativa regionale. Nel quadro ricordato, i caratteri che l’iniziativa regionale assume ha due caratteristiche dominanti:

1. l’urgenza di definire un quadro giuridico di riferimento entro cui dare accoglienza al mondo associativo;

2. l’esigenza di costruire tale quadro con riferimento ad un profilo di semplificazione amministrativa.

Al fine di mostrare positiva coerenza con i dettami ricordati è necessario partire da una considerazione di fondo. A seguito del trasferimento di competenze operate dal dpr n. 616/77 furono trasferite alle regioni le competenze relative al riconoscimento delle personalità giuridiche di diritto privato dei soggetti operanti nell’ambito delle materie spettanti alla competenza regionale. Il complesso normativo ricordato permette il riconoscimento di personalità giuridica a tutta una serie di soggetti (associazioni o fondazioni) operanti nell’ambito delle competenze regionali; a seguito della riforma costituzionale le ´professioni’ sono divenute competenze regionali e dunque anche su questo settore si applica la disciplina normativa già in essere. Si tratta, evidentemente, di valutare se non sussistano esigenze particolari del settore, ovvero requisiti che necessariamente le associazioni devono avere. Tali specificità non hanno tuttavia la forza di esorbitare da un sistema normativo che vale per tutti e che dunque con poche accortezze e velocemente può essere utilizzato anche dal mondo delle professioni. Questa è dunque la strada maestra su cui pragmaticamente le regioni si avviano con il positivo concorso dei soggetti rappresentativi gli interessi in discussione. Ciò consentirà, tra l’altro, i risolvere positivamente un dibattito che tra reciproci veti istituzionali e differenti interpretazioni degli interessi in campo rischia di essere solo fine a sé stesso, senza dare a questo importante settore economico alcun tipo di risposta.