“Commenti&Analisi” Enit: ora occorre fare in fretta (G.Loy-Puddu)

28/09/2005
    mercoledì 28 settembre 2005

    Pagina 18 Turismo

    L’intervento

    Comitato e agenzia: ora occorre fare in fretta

      di Giuseppe Loy-Puddu *
      *Docente di Politica del turismo, Met Università Bocconi

        Questa volta dovremmo essere in dirittura d’arrivo per l’attuazione del decreto legge n.35 del 14 marzo, convertito il 14 maggio nella legge n. 80, che prevede, all’art. 12, sia la costituzione del Comitato nazionale del turismo, sia la trasformazione dell’Enit in Agenzia nazionale del turismo.

        Il 28 settembre si riuniranno gli assessori regionali al turismo per un approfondimento dei due provvedimenti e per avanzare al ministro delle attività produttive le loro proposte. Per la verità, il 21 luglio scorso il ministro Scajola aveva già emanato il decreto istitutivo del Comitato, ma le regioni e le province autonome resero note alcune loro proposte di modifica, finalizzate soprattutto all’integrazione del Comitato con nuovi soggetti. Ora, alla manifestata disponibilità del ministro, farà seguito il varo di un nuovo testo d’intesa con le amministrazioni autonome, che comunque sancirà un principio di innovativa portata e cioè che l’Italia disporrà finalmente di una cabina di regia per dirigere il settore.

        L’auspicato provvedimento, al quale seguirà quello sull’Agenzia nazionale del turismo, è così destinato al rilancio del nostro turismo e quindi, dal punto di vista operativo, al coordinamento delle diverse iniziative di promozione turistica e di stimolo al settore con l’istituzione, l’insediamento e l’avvio dell’attività del Comitato, inteso come volano del rilancio. Come recita la bozza del decreto, il nuovo organismo avrà compiti di ´orientamento per il settore e assicurerà il coordinamento stabile delle politiche di indirizzo in sede nazionale e della promozione all’estero’.

          La Conferenza delle regioni, indetta per il 28 a Francavilla al Mare, tratterà in via definitiva il tema ´Le regioni per la ripresa del turismo: innovazioni istituzionali e legislative’ e, così come proposto dal ministro, giungerà rapidamente al varo del decreto del presidente del consiglio. In particolare, si tratta di accomunare negli sforzi per la ripresa del comparto anche l’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, l’Upi, l’Unione delle province italiane, le camere di commercio e le associazioni di categoria e passare al rapido insediamento, si spera, del Comitato nazionale.

            La responsabilità della cabina di regia verrà assunta dal Comitato al fine di assicurare il coordinamento sistemico delle iniziative e centrare l’obiettivo della ripresa e dello sviluppo. L’auspicio è che si faccia presto e bene anche nei dettagli, superando personalismi e campanilismi. Mai trascurando che imprese e mercato non possono attendere oltre, dopo tanti rinvii del più volte annunciato insediamento del Comitato. Allo stato delle cose, la svolta proposta pare l’unica idea valida tra le tante avanzate, ritirate o dimenticate di questi anni, anche dopo le ripetute ma inascoltate denunce sul nostro ´antiturismo’, avanzate dal Cnel.

              Sulla linea auspicata dovremmo far rinascere lo spirito che fu alla base del preoccupato interesse per il turismo che, nel 1966, dimostrò l’allora presidente del consiglio, Aldo Moro. Sollecitato dal ministro del turismo, Achille Corona, egli convocò la prima vera Conferenza nazionale sul turismo, alla quale, come ricorda lo storico del nostro turismo, Franco Paloscia nel suo recente volume Il turismo nell’economia italiana dall’unità d’Italia a oggi, l’on. Moro partecipò personalmente, accompagnato da tredici ministri del suo governo a significare, con la preoccupazione per il comparto, la trasversalità del fenomeno e quindi la necessità di un approccio sistemico per la sua gestione. Le linee di quel primo tentativo di politica del turismo per l’Italia furono indicate da personalità come Beniamino Andreatta, Francesco Forte e Giorgio Ruffolo, relatori a quell’evento.

                Se un poco dello spirito che motivò quella Conferenza animerà le forze politiche e gli uomini che saranno chiamati alle responsabilità di far funzionare il Comitato, il rilancio del nostro turismo sarà in grado di assicurare nuova competitività al prodotto Italia su tutti i mercati.