“Commenti&Analisi” Enit, finalmente una svolta (C.Albonetti)

22/03/2005
    martedì 22 marzo 2005

    Enit, finalmente una svolta  
    Più certezze per il settore. Ma restano i nodi dell’Iva e dei sistemi turistici locali. Con la nascita dell’agenzia di diritto pubblico

    di Claudio Albonetti *
    * presidente Assoturismo

    Dopo quattro anni di attesa (quando la parte relativa all’Enit venne stralciata dalla legge di riforma del turismo) e dopo oltre un anno dalle ultime ipotesi messe a punto dalle regioni in accordo con le associazioni di categoria, finalmente il governo ha assunto una decisione sull’Enit e lo ha fatto con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 16 marzo scorso del decreto legge contenente disposizioni in materia di competitività. In generale, si può dire che il provvedimento presenta per le imprese aspetti positivi sul fronte della semplificazione e della velocizzazione delle procedure. Certo, è difficile, considerati gli scarsi finanziamenti messi a disposizione, che si realizzino interventi per la competitività delle imprese, per la loro modernizzazione, per la creazione di posti di lavoro e per la realizzazione di infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno, dove a soffrirne per la carenza è in particolar modo il turismo.

    Tornando all’Enit, il decreto sulla competitività trasforma l’Ente in Agenzia nazionale del turismo, dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, cui viene concesso per il 2005 un contributo straordinario di 20 milioni di euro. Questa scelta è un buon motivo di soddisfazione per le imprese turistiche, perché nella bozza del provvedimento venivano individuate due ipotesi alternative in merito allo status giuridico, una delle quali prevedeva la trasformazione dell’Ente in spa. A giudizio di Assoturismo-Confesercenti questa sarebbe stata una scelta non opportuna, perché la funzione di promozione del turismo italiano riveste un carattere di interesse collettivo e, in quanto tale, deve essere mantenuta a valenza pubblica.

    Assoturismo può essere soddisfatta delle decisioni assunte, perché all’Enit, anche in virtù delle sue funzioni istituzionali, viene confermato uno status giuridico pubblico. Un altro aspetto positivo è che all’interno dell’Agenzia viene assicurata un’adeguata partecipazione delle regioni e delle organizzazioni di rappresentanza, per le quali andrebbero chiarite le modalità certe di partecipazione: esse dovrebbero svolgere una funzione centrale nella strategia e nell’attività del nuovo strumento. A nostro parere, il modello cui rifarsi è quello stabilito al Cnel, dove sono presenti tutte e tre le rappresentanze associative imprenditoriali del turismo più significative.

    La trasformazione dell’Enit in un organismo con più capacità operativa vede concordi tutte le associazioni d’impresa che operano nel settore. Ciò può costituire un supporto più operativo alla promozione del Prodotto Italia nel mondo. Auspichiamo, inoltre, che oltre all’aumento della dotazione di risorse, si possa mettere in atto un meccanismo di coordinamento delle attività promozionali sui mercati esteri, oggi troppo frammentate tra livello centrale e livelli locali.

    Rimangono a tutt’oggi senza risposta alcune questioni di fondo. La legge di riforma del settore, 135/2001, non è ancora pienamente attuata. Occorre, per esempio, per lo sviluppo dei sistemi turistici locali e per la riqualificazione dell’offerta turistica, aumentare la dotazione finanziaria del fondo previsto dalla legge, per concorrere in modo più puntuale allo sviluppo dei sistemi turistici locali e all’attivazione dell’assegno-vacanza come previsto dalla medesima legge.

    In tema di fiscalità, sarebbe opportuno, per rendere più competitive le pmi turistiche, prevedere una riduzione e un’omogeneizzazione delle aliquote Iva, attualmente diverse per i vari settori turistici italiani. È auspicabile l’introduzione (così come già avviene in altri paesi Ue come la Gran Bretagna) di un provvedimento che consenta alle aziende la detrazione dell’Iva sulle spese sostenute per congressi.

    Per ultimo, ma non meno importante, la modifica del regime sanzionatorio in tema di lavoro irregolare. È stata infatti accolta una richiesta avanzata da Assoturismo-Confesercenti, unitamente ad altre associazioni datoriali, in base alla quale verrà resa più equa la sanzione amministrativa, commisurandola al periodo di lavoro sommerso effettivamente prestato, in modo da salvaguardare maggiormente le imprese turistiche stagionali.