“Commenti&Analisi” Enasarco: nuove nubi all’orizzonte (L.Gaburro)

25/10/2005
    martedì 25 ottobre 2005

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      Ancora aperta la questione degli immobili della Fondazione. Chiesta l’apertura di un confronto

        Enasarco, nuove nubi all’orizzonte

          di Luca Gaburro*
          * coordinatore Sai-Cisal

            Il bando di gara per la valorizzazione degli immobili di proprietà della Fondazione Enasarco che, attraverso la presenza di società esterne e immobiliaristi, avrebbe comportato l’alienazione di circa il 60% degli immobili Enasarco a uso abitativo (progetto fortemente criticato e osteggiato dal Sai-Cisal, Sindacato autonomo degli inquilini) non è stato accantonato, perché, stando ai media, un nuovo tentativo sarebbe all’orizzonte.

            Non dobbiamo dimenticare che i maggiori giornali nazionali avevano pronosticato quale vincitore della gara Stefano Ricucci, in virtù della sua vicinanza con il presidente della Confcommercio Billè e conseguentemente con il presidente dell’Enasarco Porreca. E che gli stessi giornali, dopo la mancata partecipazione dell’immobiliarista, avevano messo nel conto, come dopo puntualmente avvenuto, l’annullamento della gara di cui, a oggi, non sono state rese pubbliche le motivazioni.

            Anche la trasmissione televisiva Report della scorsa settimana, incentrata sugli immobiliaristi, ha evidenziato alcuni passaggi discutibili dell’annullamento della gara e l’assoluta contrarietà degli inquilini a essere i protagonisti in negativo di un progetto speculativo di enorme portata, che riguarda un patrimonio immobiliare del valore di 3 milioni e mezzo di euro.

            Rassicuriamo gli inquilini che faremo di tutto per impedire speculazioni sulla loro pelle, mentre chiediamo al presidente Porreca di accantonare il progetto, consentendo ai nuovi amministratori di ripensarlo alla luce delle nostre proposte che, in sintesi, sono le seguenti: garanzia agli inquilini di poter acquistare l’immobile locato direttamente dall’Enasarco a prezzi che tengano conto dell’effettivo stato degli edifici e degli appartamenti messi in vendita, alcuni dei quali per anni tenuti in manutenzione dagli inquilini, e salvaguardia di coloro che, per motivi di reddito o di età, non hanno la possibilità di acquistare. Per questo motivo, e per definire una piattaforma realmente in grado di tutelare i diritti delle circa 15 mila famiglie che vivono nelle case dell’Enasarco chiederemo l’apertura di un tavolo di confronto.

            In chiusura dobbiamo sottolineare che, dopo l’evidenza data all’operazione dagli organi di stampa e televisivi, suona strano il silenzio del Sunia,del Sicet e di altre associazioni, visto che anche i sindacati dei dipendenti Enasarco Cgil, Uil, Ugl, Rdb e Confedir, che certamente conoscono le vere intenzioni degli amministratori dell’ente, hanno chiesto un incontro ´per individuare le varie problematiche che dovessero scaturire dall’intera operazione, sia riguardo il personale che i custodi degli stabiliÉ e prevedere un percorso che permetta agli stessi dipendenti l’acquisto di appartamenti a condizioni agevolate’.
            Ulteriore conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che gli stabili erano e sono in vendita.