“Commenti&Analisi” C’è bisogno di una sinistra unita (G.P.Patta)

06/09/2005
    domenica 4 settembre 2005

    CAPITALE/LAVORO – pagina 7

    INTERVENTO

      C’è bisogno di una sinistra unita, a partire dal lavoro

        Gian Paolo Patta*
        *Segretario confederale Cgil

          La ripresa dopo le vacanze estive presenta un notevole protagonismo da parte delle forze di centro della politica italiana, sia del centro del centro sinistra che del centro del centro destra. E’ assai probabile che intorno all’ipotesi di ricostruzione di una forza di sinistra si stiano muovendo e si muoveranno forze importanti della società. Molto probabilmente non avremo delle novità prima delle elezioni politiche, ma appare evidente che un percorso è tracciato e dei rapporti si stanno intrecciando.

            I riflessi sul programma del futuro governo, anche qualora (auspicabilmente) fosse di centro sinistra, saranno notevoli; già si parla di affrontare i nodi dell’economia in maniera bipartisan.

              Come sindacalista e come dirigente della Cgil, non posso che essere preoccupato, perché un programma fortemente sbilanciato verso il centro entra in contrasto, in tutta evidenza, con le tesi programmatiche espresse unitariamente dalla Cgil per il quindicesimo congresso.

                Il dato più preoccupante non sono i legittimi rapporti che si stanno realizzando nel centro, ma è l’assenza di una forza di sinistra.

                  Verosimilmente in Italia abbiamo la sinistra più debole di tutta Europa e in prospettiva c’è ulteriore marginalità: questo nonostante abbiamo alle spalle alcuni anni di grandi movimenti di massa su temi molto qualificati, dalla pace alla democrazia, ai diritti.

                    Emerge in Italia una sostanziale incapacità di dare rappresentanza a questi movimenti, a questo sentire diffuso tra la gente, in maniera particolare tra i lavoratori e i giovani. Le responsabilità della classe politica italiana sono assolutamente enormi. Non riescono ad avanzare nessun progetto credibile di superamento di questa situazione.

                      E’ per questo che come sindacalisti, più di 200 dirigenti sindacali della Cgil, abbiamo avanzato un appello per una lista unitaria della sinistra, dopo un anno e mezzo di ricerca intorno a temi programmatici che hanno trovato il consenso di forze presenti nei Ds, in Rifondazione Comunista, nel Pdci, nei Verdi, nei girotondi ed in altri soggetti dei movimenti.

                        Sarebbe un segnale forte fare in modo che la battaglia politica del futuro non si svolga solo tra il centro ed altri settori liberal – democratici dello schieramento politico italiano, ma debba fare i conti con una forte sinistra che intende riorganizzarsi e ritornare ad essere una sinistra alla pari con quelle del panorama politico europeo. Positiva – in questa situazione- è la disponibilità manifestata da una forza come i Verdi per una lista unitaria di tutte le sinistre alternative. E’ un fatto nuovo, perché in tutti questi anni i Verdi hanno sempre orgogliosamente ribadito la propria identità e la propria differenza rispetto al resto della sinistra della politica italiana.

                          Non è ancora una proposta di riorganizzazione della sinistra, ma è un passo importante per verificare la fondatezza di un percorso unitario non solo in astratto, ma concretamente, tra gli elettori ed i cittadini di questo Paese.

                            Dispiace che a questa disponibilità nuova dei Verdi e alla conferma della disponibilità del PdC continui il diniego per una nuova progettualità da parte di Rifondazione Comunista.

                              Dopo l’esperienza del Forum, dopo l’esperienza della casa di conversazione delle sinistre, al dunque c’è un rifiuto a qualsiasi tipo di progetto, sia che questo parta dal soggetto politico, così come è stato definito, sia che parta dai movimenti.

                                Mi pare non ci sia nessuna volontà, non solo di rimettersi in discussione, ma anche di iniziare un percorso insieme ai movimenti sociali e agli altri partiti.

                                  L’esperienza di una lista unitaria non è impegnativa per un nuovo soggetto politico, nè risolve certo i nodi strategici, ma sostiene i punti programmatici «condivisi» di questi anni non solo nei documenti, ma anche dai movimenti.

                                    Trovo pienamente legittimo che Fausto Bertinotti chieda i voti a tutta la sinistra nelle primarie, quello che trovo strano è che possa chiedere i voti senza indicarsi come leader – e ne avrebbe tutte le ragioni per poterlo fare – e senza indicare un progetto valido per tutta la sinistra che si intende rappresentare.

                                      Credo che occorra procedere ancora in questa direzione per un chiarimento. Se Rifondazione Comunista ha un progetto diverso da quelli che sono sul tappeto per affrontare i nodi oggettivi presenti nel quadro politico italiano, lo avanzi, ne ha tutte le possibilità. Quello che non è possibile accettare, almeno per gli altri soggetti al di fuori di Rifondazione Comunista, è che si indichino sempre strade che portano a vicoli ciechi ed all’impossibilità di agire.