“Commenti&Analisi” Billè si mangia i salari- Galapagos

30/06/2003





 
   
Sabato 28 Giugno 2003








 
COMMENTO
Billè si mangia i salari

GALAPAGOS


Mario Baldassarri, il vice ministro dell’economia che nelle conferenze stampa viene fatto accomodare sugli strapuntini perché Tremonti non ama dividere le decisioni con altri professori, in una intervista pubblicata ieri da Repubblica ci fa sapere che ha pronta una ricetta per rilanciare i consumi: agevolazioni fiscali per tutte le spese per la casa, sul modello 36% varato alcuni anni fa per le ristrutturazioni edilizie, ma innalzando la percentuale della detraibilità al 100% perché la destra vuole dimostrare di essere più efficiente del centro sinistra. Il tutto per favorire l’industria dell’arredamento e quella degli elettrodomestici, nelle quali il made in Italy ha ancora un peso. Insomma il nazionalismo, la «nuova» destra, seguita a averlo nel dna. Ma che accoglienza avrebbe avuto Baldassari, ieri a Piazza San Giovanni, se avesse presentato la sua proposta? Sicuramente 200 mila mila fischi e pernacchi: i lavoratori non vogliono detraibilità fiscale, ma contratti regolari in linea quanto meno con l’inflazione. Da tanto tempo, però, questo non accade: ieri l’Istat ci ha confermato che per l’ennesimo mese, anche in maggio, le retribuzioni hanno perso potere d’acquisto, salendo complessivamente dell’1,7%, mentre l’inflazione è cresciuta del 2,7%. Anzi del 2,9%, secondo l’indice armonizzato Ue.

Quei lavoratori scesi in piazza, assieme a un altro milione e mezzo di pubblici dipendenti, attendono da 18 mesi il rinnovo del contratto. Solo il 18,8% dei lavoratori pubblici, ci ha fatto anche sapere ieri l’Istat, ha siglato il rinnovo contrattuale. Come stupirsi se i consumi ristagnano?

Ma l’Istat ci fa sapere anche un’altra cosa estremamente interessante: nel settore del commercio, dei pubblici esercizi e alberghi, i rinnovi contrattuali sono totalmente fermi. Sono proprio questi i settori che nell’ultimo anno e mezzo hanno dato il maggior contributo all’inflazione, come può verificare chiunque vada a mangiare una pizza o si sieda al bar. Billè, il gran capo dei bottegai, molto ondivago politicamente, è da sempre in prima linea nel chieder incentivi per i consumi. Forse farebbe meglio a fare quattro conti nelle botteghe dei suoi associati per scoprire chi si sta appropriando di «prodotto sociale»: se i salari crescono meno dell’inflazione, vi sono altri redditi che stanno crescendo di più dei prezzi, modificando la distribuzione del reddito a danno del lavoro dipendente. Senza contare che, quasi inutile ricordarlo, il lavoro dipendente paga le tasse fino all’ultima lira, mentre per gli altri redditi è sempre pronto un condono.