“Commenti&Analisi” Articolo 18 e soglie di tutela – di A.Accornero

03/03/2003

          1 marzo 2003

          l’analisi
          Articolo 18 e soglie di tutela
          Aris Accornero
          La Cgil ha deciso di reagire al
          referendum sull’art. 18, proposto
          da Rifondazione comunista
          e dalla Fiom-Cgil, con una legge
          di iniziativa popolare che estende
          la tutela contro i licenziamenti
          individuali istituita nel 1970 con
          la legge detta “Statuto dei lavoratori”.
          Il progetto si presta tuttavia a una
          osservazione poiché presenta un
          sensibile divario fra gli intenti dichiarati
          e i risultati raggiungibili.
          Come mai? La Cgil riconferma il
          diritto al reintegro automatico
          del lavoratore ingiustamente licenziato
          nelle imprese fino a 15
          dipendenti, ed estende questo diritto
          anche nelle imprese sotto i
          15 dipendenti, consentendo però
          all’imprenditore di sottrarsi al reintegro
          se paga un consistente risarcimento.
          Su questa clausola è
          emersa una divisione perché la
          minoranza avrebbe voluto estendere
          il reintegro automatico senza
          limiti di soglie, esattamente come
          il referendum si propone di fare.
          La mia osservazione riguarda la
          parte che garantisce l’effettivo reintegro
          del lavoratore sul posto di lavoro.
          La Cgil propone di includere entro
          la soglia dei 15 dipendenti anche
          coloro che oggi non vengono
          computati perché lavorano con
          contratti atipici. Sì, questa nuova
          definizione potrebbe aumentare
          il numero di imprese dove c’è la
          cosiddetta “tutela reale”, ma non
          molto perché in quelle piccole la
          presenza degli atipici è senz’altro
          minore che in quelle più grandi.
          Il punto però è un altro.
          Nel riproporre la soglia dei 15
          dipendenti, la Cgil prescinde dai
          notevoli cambiamenti intervenuti
          nella struttura produttiva in questi
          ultimi trent’anni.
          Dai tempi dello Statuto, l’Italia
          ha visto salire il numero
          e scendere la dimensione
          delle piccole imprese, più di ogni
          altro paese industriale.
          La conseguenza è che anno per anno
          la platea di lavoratori ai quali la legge
          assicurava la “tutela reale” è
          venuta via via diminuendo: nella
          sola industria erano oltre tre quarti,
          e adesso sono meno di due
          terzi. Complessivamente, c’è qualcosa
          come un milione e più lavoratori
          che hanno perso quella copertura
          perché nel frattempo la
          dimensione della loro impresa è
          diminuita, oppure hanno trovato
          lavoro in impresa più piccola. La
          conseguenza è che l’iniziativa della
          Cgil vorrebbe sostituire la norma
          fissata dallo Statuto al fine di
          estendere la “tutela reale”, ma
          non ci riesce.
          Anzi. Con l’attuale formulazione,
          non si torna di sicuro a coprire i
          tre quarti dei lavoratori dipendenti.
          Ci riuscirebbe forse se la soglia
          fosse fissata ai 10 dipendenti.
          Credo pertanto che l’iniziativa vada
          perfezionata tenendo conto che
          lo scenario sul quale sarà giudicata
          è la parte, la quota di lavoratori
          effettivamente tutelati.
          Purtroppo le soglie normative
          producono effetti sociali spesso
          imprevisti, e talvolta bizzarri, ma
          si continua a ragionare come se
          avessero una “ratio” perfino in
          materia di diritti del lavoratore
          (non è neppure provato che la
          soglia dei 15, fissata essenzialmente
          in funzione della presenza sindacale
          in azienda, abbia ostacolato
          la crescita delle imprese oltre
          quel livello: è un semplice risultato
          statistico a cui sono pervenuti
          anche studiosi come Bruno Anastasia
          e Roberto Schiattarella.)
          D’altra parte, una estensione effettiva
          della “tutela reale” dal licenziamento
          non può che passare attraverso
          un abbassamento o una
          abolizione della soglia. Questo
          del resto mette in chiaro la motivazione
          con la quale la Corte costituzionale
          spiega perché ha ritenuto ammissibile
          il referendum sull’art. 18.
          Per questo stesso motivo, una sola
          cosa non può fare chi voglia
          evitare il referendum: riproporre
          la soglia dei quindici dipendenti.
          Non è la via scelta dalla Cgil, che
          ha predisposto una iniziativa di
          lunga lena; ma potrebbe essere
          una via verso cui si orientano altri.