“Commenti” Stl per lo sviluppo turistico – di R.Salvo

19/11/2002

ItaliaOggi (Speciale Assoturismo)
Numero
274, pag. 16 del 19/11/2002

Renato Salvo

*Responsabile nazionale servizi per le imprese turistiche


Secondo Assoturismo è un importante strumento per superare la crisi attuale.

Stl per lo sviluppo turistico

Serve un adeguamento strutturale delle imprese

L’economia turistica italiana sta attraversando un periodo di crisi strutturale. Ai problemi di funzionamento del sistema Italia, specie a livello infrastrutturale, si aggiungono ormai sempre più spesso quelli ambientali. L’erosione delle coste, l’inquinamento dei mari, l’aria irrespirabile delle città unita al rumore, al traffico, alla mancanza di parcheggi; all’uso scriteriato del territorio, con il conseguente assalto della cementificazione, sono sempre più evidenti ai nostri occhi.

In questo contesto molteplici sono i problemi che stanno affrontando le imprese turistiche, in particolare quelle alberghiere. La concorrenza internazionale sempre più agguerrita e le mutate esigenze dei turisti impongono un adeguamento strutturale volto alla qualificazione dell’offerta di ospitalità e dell’accoglienza. Questo processo è ostacolato da condizioni oggettive e soggettive. Non sempre le strutture alberghiere sono state costruite in siti che permettono di ampliare e aggiungere servizi, di investire in una riqualificazione all’altezza dei tempi. Ci sono molto spesso insormontabili problemi di mancanza di spazi, di piani regolatori, di regole. D’altronde la dimensione minima delle imprese e la stessa ridotta stagionalità dell’impresa turistica rendono spesso improponibile un conveniente investimento. Troppo spesso questi problemi stanno spingendo alla trasformazione degli alberghi in seconde case, con la conseguente perdita di patrimoni immensi di esperienze professionali e di capacità imprenditoriali diffuse. Gli stessi problemi investono molte altre categorie di imprenditori turistici. Mi limito a citare gli stabilimenti balneari, che hanno bisogno di radicali trasformazioni per venire incontro alle nuove esigenze della domanda, ma che trovano su questo terreno difficoltà burocratiche spesso insormontabili. Ultimi, ma non meno importanti, i problemi legati all’adeguamento alle normative per la sicurezza. Un mancato e rapido intervento, realizzato con molto buon senso, rischia di cancellare in molte zone del paese l’intera struttura turistico alberghiera.

A questo quadro si potrebbe ovviare solo optando per una scelta forte e di fondo in grado di mettere tutti assieme gli attori importanti per la riqualificazione della nostra offerta turistica e in condizione di sviluppare appieno i loro rispettivi ruoli.

Il governo centrale deve trattare il turismo come un comparto vitale e importante dell’economia nazionale, unico in grado di svilupparsi con tassi di crescita adeguati ai bisogni della nostra società. Sarà necessario programmare per il settore interventi economici all’altezza di un progetto reale di sviluppo quali quelli per il credito, per la formazione, per le politiche del lavoro e della qualificazione professionale, per le politiche di adeguamento infrastrutturale. Agli enti locali, che ormai hanno tutti i poteri nel campo del turismo, spetta invece favorire un uso più integrato del territorio e delle sue caratteristiche ambientali, storiche, culturali in modo da consentire un utilizzo più continuativo ed efficace delle strutture turistiche stesse.

Sotto questo aspetto, la legge quadro per il turismo, la 135/2001, suggerisce l’uso di uno strumento: quello dei sistemi turistici locali, che era apparso a molti, noi compresi, una sorta di intuizione felice e in grado di cogliere appieno l’esigenza di qualificazione dell’offerta, fondamentale per riprendere con slancio il cammino di un possibile sviluppo dell’intero settore. La situazione attuale non fa ben sperare. Le regioni e gli enti locali, presi dalla necessità di sciogliere i molteplici nodi rimasti da decifrare dopo la riforma costituzionale sul federalismo, che affida tutti i poteri al sistema regionale, stanno trascurando le necessarie iniziative per costituire sui territori i sistemi turistici locali. A loro volta gli imprenditori, in carenza di un quadro di certezze e di un seppur minimo livello di risorse pubbliche disponibili, sembrano stare alla finestra. C’è il rischio reale di perdere un’occasione storica e di procrastinare ancora, senza sapere quando, la partenza di un processo di riqualificazione del settore quanto mai necessario e indispensabile se vogliamo che il sistema turistico nazionale possa rimanere competitivo e all’altezza dei mercati internazionali.